Il “no” del Governo inglese
L’uso del telefonino è gioia e dolore di questo nostro mondo…
Il progresso non si può fermare, questo è certo, e a poco servono i divieti.
Il 95 per cento dei ragazzi, al di sotto dei 15 anni, hanno il telefonino, uno strumento che ha rivoluzionato il modo di rapportarsi con gli altri a tutte le ore del giorno e della notte.
Insegnanti, famiglie, pedagoghi, governanti continuano a dividersi sull’uso corretto dei cellulari che è sempre più presente tra le nostre mani: in casa, a scuola, al cinema, per strada, sui treni, sugli autobus.
Il Governo inglese, intanto, ha deciso di dare una svolta a ciò proibendone l’uso a scuola:
- divieto assoluto di portare in classe i cellulari, bisogna lasciarli a casa;
- consegnarli all’ingresso della scuola allo staff scolastico;
- chiudere i cellulari negli armadietti delle classi;
- tenerli nello zainetto ma spenti, non usarli, non in vista nè tanto meno sbirciarli.
Secondo il ministro dell’Educazione, Gillian Keegan, le nuove linee-guida serviranno a minimizzare i disturbi e migliorare i comportamenti nelle classi prestando maggiore attenzione alle spiegazioni degli insegnanti.
I telefonini sono un elemento di distrazione, ma la decisione del Governo di Londra ha aperto un acceso dibattito sui social.
Già l’Unesco, l’agenzia culturale delle Nazioni Unite, si era pronunciato a favore dell’eliminazione dei cellulari in classe, perché causa di scarsa attenzione e concentrazione.
Contro il divieto hanno però già preso posizione i sindacati britannici e i genitori che temono di non poter contattare i figli in caso di emergenze nel tragitto casa-scuola. La realtà è che ormai lo smartphone è una presenza fisica fissa tra le mani di ragazze e ragazzi.
Ma in alcuni Paesi europei, come Francia, Svezia, Finlandia, Olanda, l’uso dei cellulari è comunque vietato alle elementari e medie.
È con l’arrivo della pandemia da Covid che la didattica digitale è esplosa tra gli studenti, tra i docenti e i genitori e poi, pian piano, esso è diventato sempre più indispensabile.
In Italia, già nel 2007 con il ministro Giuseppe Fioroni fece un primo tentativo sull’uso dei telefonini a scuola… e ora anche Giuseppe Valditara, si appresta a varare nuove linee-guida.
Intanto le polemiche sono destinate a continuare.

