La Festa della Repubblica Italiana celebra appunto la nascita della repubblica che si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946.
Il cerimoniale comprende la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Italiana e una parata militare lungo la via dei Fori Imperiali.
Al referendum del 2 e 3 giugno del 1946, gli italiani furono chiamati alle urne per decidere quale forma di governo dare al Paese: monarchia o Repubblica.
Indetto al termine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la caduta del fascismo, con votazione a suffragio universale, si ottennero più di 12 milioni di voti a favore della repubblica contro i circa 11 milioni per la monarchia e così, dopo 85 anni di regno, fu sancita la nascita della Repubblica Italiana.
Il re d’Italia Umberto II di Savoia decise di lasciare l’Italia per andare in esilio in Portogallo. Con l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica, il 1° gennaio 1948, fu proibito ai suoi discendenti maschi l’ingresso in Italia e tale disposizione fu abrogata nel 2002.
In occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia e della Festa della Repubblica, vengono lette e commentate varie poesie e tra queste “Italia” scritta da Giuseppe Ungaretti il primo ottobre del 1916, durante la Prima Guerra mondiale.
ITALIA
Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni.
Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
maturato in una serra.
Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta:
Italia!
E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di mio padre.
Ungaretti dedica la poesia all’Italia di cui parla con ammirazione e fiducia, un paese sofferente ma che trova sempre il coraggio e la forza di ripartire; una poesia che vuol far riflettere le generazioni future sugli orrori della guerra.
All’inizio parla di se stesso come singolo individuo, ma poi pone l’accento sul grido di paura e di orrore per gli eventi nefasti, che accomuna tutti e sul quel grumo che rappresenta i sogni e le speranze del futuro. Si paragona ad un frutto maturato su una pianta dai mille innesti e quindi più pregiato perché ricco di esperienze vissute. Egli sente una grande fratellanza con il popolo italiano attraverso un legame di “terra”, nonostante sia nato ad Alessandria d’Egitto. Sente anche un legame profondo verso gli altri soldati che combattono per difendere la terra madre, l’Italia, attraverso quell’uniforme che lo culla così come faceva suo padre quando era bambino e che morì quando aveva solo due anni. In questa terra ritrova la madre e il padre attraverso la riscoperta delle proprie origini; i genitori, intatti erano della provincia di Lucca.
Nel giorno in cui si celebra la Repubblica Italiana, tutti noi dovremmo sentire forte il legame con la nostra terra e quell’amore patriottico che ci lega all’Italia, sofferta e gloriosa, orgogliosi di essere italiani.

