Il tempo dedicato al gioco è molto importante per tutti, ma in modo particolare per i bambini.
Il diritto al gioco è riconosciuto anche dall’articolo 31 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo al riposo e al tempo libero e all’impegno in attività ludiche e ricreative adeguate all’età.
Purtroppo il diritto al gioco è uno di quelli più trascurati sottolineato anche dalla commercializzazione che influenza il modo in cui i bambini si dedicano al gioco, ma anche dal lavoro minorile e dall’aumento della domanda educativa che riducono drasticamente il tempo disponibile per il gioco sia nei Paesi poveri sia nei Paesi ricchi.
Il 28 maggio, dedicato alla Giornata Mondiale del gioco, è stato scelto in riconoscimento del giorno in cui nel 1987 è stata costituita la International Toy Library Association che ha sponsorizzato la Giornata Mondiale del Gioco.
Questo giorno più che essere un insieme di eventi programmati e pianificati, vuole essere un atteggiamento di cammino tra generazioni.
La prima volta fu festeggiato in Francia e in Corea, ora gli eventi della Giornata Mondiale del gioco si svolgono in oltre 40 Paesi in tutto il mondo.
Il gioco implica l’esplorazione, la sperimentazione linguistica, la cognizione e lo sviluppo di abilità sociali per cui diventa centrale per l’apprendimento dei bambini e sta alla base del successo e della creatività degli adulti.
Anche l’UNESCO sostiene che l’incoraggiamento alla creatività fin dalla tenera età è una delle migliori garanzie di crescita in un ambiente sano fatto di autostima e rispetto reciproco, ingredienti fondamentali per costruire un futuro di pace.

