Dispiegati 300.000 uomini di polizie e forze armate a tutela delle regolarità e sicurezza del voto. Il ministro della Difesa, Diego Molano ha spiegato che la misura si propone di raggiungere vari obiettivi: garantire che i cittadini possano votare liberamente in tutti i seggi; che le attività logistiche di distribuzione del materiale, l’arrivo e l’acquisizione di esso da parte del personale del seggio, siano accompagnate dagli organismi di sicurezza; che ci sia piena tutela dei candidati, non solo prima, ma anche durante il giorno del voto, e che anche nell’eventualità di un secondo turno vi sia massima sicurezza.
L’eventuale secondo turno si svolgerà il 19 giugno.
I sondaggi sulle intenzioni di voto mostrano un vantaggio del candidato del fronte progressista del Pacto Historico, il senatore ed ex sindaco di Bogotà Gustavo Petro, che a oggi si aggiudicherebbe tra il 35 e il 41 per cento dei voti. Il candidato più in continuità con la gestione dell’attuale residente Ivan Duque, Federico Guterrez, ex sindaco di Medellin, della Coalicion Equipo por Colombia, otterrebbe invece tra il 20 e il 30 per cento dei voti.
Le comunità colombiane all’estero, circa 970mila gli elettori della diaspora nel mondo, hanno iniziato a votare da lunedì. Stando ai dati diffusi ieri dal ministero degli Esteri, decine di migliaia hanno già espresso la loro preferenza: quasi 13mila a Miami, quasi 8mila a Madrid, circa 3500 a New York, più di 3mila a Londra.
Il Paese non è mai uscito completamente dalla guerra civile a cui hanno messo nominalmente fine gli accordi di pace siglati nel 2016 fra lo Stato e le Fuerzas armadas de Colombia (Farc). Una realtà diversa però quella che si registra nel paese se solo nei primi quattro mesi del 2022, stando ai dati della Ong Indepaz,un istituto per lo sviluppo e la pace nato oltre 35 anni fa, sono stati uccisi oltre 60 leader comunitari, 12 negli ultimi 30 giorni.

