L’Euro è il segno tangibile che ogni giorno ci ricorda la libertà, le comodità, le opportunità che l’UE apporta a tutti noi.
Il 1° gennaio 1999, 11 Paesi europei hanno introdotto l’euro come nuova moneta comune. All’inizio era soltanto una valuta elettronica e contabile e solo tre anni più tardi sono entrate in circolazione banconote e monete.
Una moneta adottata da 19 paesi e con oltre 340 milioni di cittadini europei, è una delle più importanti monete al mondo.
Il 1° gennaio 2022 si celebrano i venti anni dell’euro per cui è utile conoscere a grandi linee la sua storia ed esplorare le prospettive future.
Nonostante l’uso degli strumenti digitali oggi è in crescita, il contante svolge un ruolo importante e la BCE e le altre banche centrali dei Paesi in cui è in vigore l’euro, garantiscono che il contante resti accessibile a tutti e continui ad essere accettato sia come strumento di pagamento sia come riserva di valore.
Importante è capire che l’euro semplifica le nostre vite rendendo più facile lavorare, commerciare, viaggiare, studiare e vivere all’estero.
La moneta unica dà beneficio agli imprenditori, ai titolari di piccole attività, alle piccole e medie imprese che sono la spina dorsale dell’economia dell’area dell’euro.
Entrato in vigore nel 1999 con effettivo inizio il 1° gennaio del 2002, l’euro fu adottato nei dodici Paesi dell’Unione Europea e suddivido in 100 centesimi con monete da 1, 2, 5,10, 20, 50 centesimi e 1 e 2 euro e in banconote da 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 euro.
Per giungere all’Unione Economica e Monetaria, i leader europei accettarono il trattato con le disposizioni necessarie per la creazione dell’Unione Monetaria approvato durante il Consiglio europeo di Maastricht nei Paesi Bassi nel dicembre del 1991 e dopo un decennio di preparativi venne introdotto il 1° gennaio 1999. Fu così che entrando in vigore tre anni dopo, si assistette al passaggio della nuova valuta più rilevante della storia.
La recente intensificazione della pandemia di coronavirus ha indebolito le prospettive a breve termine per l’attività nell’area dell’euro ma non ha compromesso la ripresa. La crescita dovrebbe rimanere piuttosto vigorosa nei prossimi anni nonostante le circostanze sfavorevoli con il procedere della ripresa, con l’assorbimento di capacità produttive e con l’aumento del costo del lavoro.

