Il 9 dicembre, a Norimberga, iniziò il primo dei “Processi secondari”, quello chiamato “Processo dei dottori”.
Dato il tema fortemente “crudo”, non volevo scrivere di esso, anche perché il giornalino “I piccoli”, come dice il nome della testata, è rivolto ai lettori compresi in una fascia di età che va dai sei ai dodici anni. Purtroppo la Seconda Guerra Mondiale è una realtà tangibile di cui sentiamo ancora l’eco dei suoi orrori. Usando però parole semplici ed essenziali, è anche giusto che i minori conoscano alcune realtà di quel conflitto, imparino a capire il valore della dignità umana e crescano con la consapevolezza che mai più debbano accadere atrocità simili. Il processo venne condotto da una corte militare statunitense e si tenne nel Palazzo di Giustizia di Norimberga, in Germania.
L’accusa rivelò che i medici tedeschi imputati avevano commesso sia crimini di guerra sia crimini contro l’umanità attuando il programma EUTANASIA, cioè l’uccisione di persone ritenute indegne alla vita, persone con gravi disabilità psichiatriche, neurologiche e fisiche in nome della scienza. Furono anche accusati di aver fatto esperimenti pseudoscientifici durante la guerra su migliaia di prigionieri nei campi di concentramento, per la maggior parte ebrei, russi, polacchi, zingari. In seguito a tali esperimenti tutti morirono o riportarono lesioni gravi permanenti. Tra i capi d’accusa furono nominati i crimini commessi sui prigionieri di guerra, senza il loro consenso, in un elenco che prevedeva esperimenti sull’altitudine con l’utilizzo di camere iperbariche dove la pressione atmosferica veniva portata a circa 10 000 metri d’altezza sul livello del mare; sul freddo e sull’assideramento costringendo i prigionieri a rimanere per molte ore in una vasca colma di ghiaccio; sulla malaria, vaiolo, tifo, colera iniettando ai prigionieri la malattia per poi cercare la cura adatta; sull’inalazione di veleni, rimozione e successivo trapianto di organi e ossa.
Altro capo d’accusa era la morte data ai civili tedeschi e altre nazionalità attraverso brutalità, torture e atti inumani, come lo strofinamento sulle braccia di una goccia di IPRITE, un gas che provocava terribili ustioni su tutto il corpo, in seguito alle quali c’era la morte che avveniva tra lamenti inumani, o si restava gravemente mutilati.
Durante il processo presenziarono 85 testimoni e furono esaminati 1741 documenti. Per molti imputati ci fu la sentenza di morte, per altri il carcere a vita e solo sette furono scagionati. Il processo si concluse il 20 agosto del 1947.
La memoria per ricordare! Una pagina da non dimenticare!

