È morto all’età di 72 anni Gino Strada, il medico fondatore di Emergency e sempre dalla parte delle vittime dei conflitti.
Era fatto di una tempra che i potenti mal sopportavano, ma chi lo conosceva sapeva di avere a che fare con un uomo dalle riflessioni asciutte, dirette e taglienti, disperate ma mai scoraggianti, come i suoi strumenti da chirurgo che gli hanno permesso di salvare vite in Oriente, in Africa, nel Mediterraneo, a Milano durante il Covid.
Egli era solito paragonare la guerra al cancro perché così come il cancro opprime l’umanità e miete vittime, anche la guerra distrugge l’uomo.
Pensare ad un mondo senza guerra per lui era la sfida più stimolante per il genere umano, ma anche il problema più urgente. Purtroppo quando il medico provava a spiegare il perché dei conflitti che infestano il mondo, la sua figura diventava scomoda: non è facile convincere milioni di persone del fatto che abolire la guerra è una necessità urgente, ma anche un obiettivo realizzabile.
Un concetto che sperava penetrasse profondamente nelle coscienze di tutti fino a quando sarebbe stata eliminata dalla storia dell’umanità.
Sua moglie, Teresa Sarti, sapeva dare forma alle appassionate intuizioni di Gino, ma se ne andò ne 2009 a causa di un tumore: una guerra nelle guerre che insieme avevano combattuto senza arretrare nel loro impegno.
Anche quando fu annunciata la notizia della sua morte, la figlia Cecilia raccoglieva a bordo 85 desaparecidos del Mediterraneo offrendo loro l’ultimo appiglio ai dimenticati di guerre e soprusi.
Una vocazione familiare mai interrotta dal 1994, ma che ha messo radici in 19 Paesi curando oltre 11 milioni di persone.
Una bellissima e incisiva frase di Gino Strada recita: “Se l’uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, sarà la guerra che butterà fuori dalla storia l’uomo”.

