Grazia Deledda nacque a Nuoro il 1871 e morì nel 1936 a causa di un tumore al seno.
A distanza di quasi un secolo, il suo ricordo rimane vivo e assolutamente attuale.
Nel 1926 ricevette, unica donna italiana, il Premio Nobel per la Letteratura, preceduta da Giosuè Carducci che lo aveva ricevuto nel 1906.
Grazia Deledda era una donna fuori dagli schemi e il suo modo di essere unica e decisamente di difficile inquadramento, fecero sì che la sua opera non potesse essere incasellata in nessuna categoria.
Ogni suo scritto era maturato insieme con lei, nel senso che aveva abbandonato progressivamente le narrazioni in cui sentimenti e personaggi erano stati descritti con poco spessore lasciando il posto ad opere inscindibili rispetto alla reale e profonda complessità umana della scrittrice, come accade nel caso di quello che viene considerato il suo più grande capolavoro “Canne al vento”.
L’opera di Grazia Deledda rimase sempre profondamente legata alla sua terra, la Sardegna, con particolare riguardo a Nuoro dove visse fino al 1899, anno in cui si trasferì a Roma. Proprio per questo motivo i critici la consideravano una VERISTA, “degna scolara di Verga” mentre i suoi conterranei non nutrivano grande simpatia per la scrittrice, infatti l’accusarono di mettere eccessivamente in evidenza il carattere rustico della Sardegna facendola apparire piuttosto arretrata. Altri ancora sostenevano che la sua opera si potesse inserire nella corrente letteraria del DECADENTISMO dato il forte accento del dolore e della solitudine dell’animo umano che pervade la sua opera.
Forse Grazia Deledda non era altro che un’isola, come la sua Sardegna, lambita da forti influenze del periodo sociale e culturale del momento, ma di cui si sentì sempre staccata.
Il romanzo “Canne al vento”, è una similitudine tra la condizione della vita degli uomini e le canne che rappresentano la fragilità umana e la sua esistenza precaria. Racconta vicende d’amore, di dolore e di morte pervase dal senso religioso del peccato e della tragica coscienza di un inesorabile destino. Punto di partenza è la Sardegna da cui comincia un viaggio dell’anima alla scoperta di un mondo ancestrale e primitivo.
Scrittrice intensa e feconda, ebbe grande fama che si diffuse anche all’estero. Il 10 dicembre 1927, nella gelida Stoccolma, si udiva la sua voce calda mentre scandiva un discorso di ringraziamento per il premio Nobel per la Letteratura…

