- Nome comune: Cotone
- Nome scientifico: Gossypium
- Famiglia: È una parente stretta dell’ibisco e della malva!
- Tutti noi indossiamo quasi ogni giorno una maglietta, un paio di jeans o un pigiama morbido. Ma vi siete mai chiesti da dove arrivano i tessuti che abbiamo sulla pelle? La risposta non nasce in una fabbrica di plastica, ma sotto il sole, piantata nella terra!

Andiamo a scoprire la storia e i segreti del cotone, la pianta che fa crescere le “nuvole” sui rami.
Il cotone è la fibra naturale più usata al mondo. Produce i fili per i nostri vestiti, per le lenzuola e per gli asciugamani. Dai suoi semi, inoltre, si ricavano persino un olio e un nutrimento per gli animali.

Il ciclo della pianta
Il ciclo della pianta del cotone sembra un vero trucco di magia della natura:
- Il fiore: La pianta fa sbocciare grandi fiori dai petali giallo-crema. Una volta fecondati dagli insetti, fanno una sorpresa: cambiano colore e diventano rosa-violacei.
- La capsula: Quando il fiore cade, lascia il posto a una capsula verde e dura.
- La bambagia: Maturando sotto il sole, la capsula si secca finché non si apre all’improvviso. All’interno compare una massa soffice, bianca e leggerissima: la bambagia.
A cosa serve la bambagia? Per la pianta non è un vestito, ma una “protezione”: serve a proteggere i semi interni e a farli volare via con il vento per far nascere nuove piantine!
Le esigenze della pianta
Il cotone è un vero “amante del caldo”:
- Sole e calore: Ama i terreni profondi e richiede almeno 5 o 6 mesi di gran caldo, senza gelate. Si semina in primavera inoltrata, quando la terra è già calda.
- Tanta acqua: È una pianta molto “assetata”. Per produrre 1 chilogrammo di fibra lavorata servono circa 7.000–10.000 litri d’acqua!
- Si può coltivare “in asciutto”? Cioè senza innaffiare? Solo dove piove spesso d’estate. Da noi nel Mediterraneo, dove l’estate è secca, se non si annaffia al momento giusto le piantine producono pochissimi fiocchi!

Storia e curiosità
È bene ricordare che nell’Ottocento e fino ai primi del Novecento, nella provincia di Salerno (specialmente nella Piana del Sele e nelle vallate vicine), ci si dedicava molto alla coltivazione del cotone, proprio dove oggi siamo abituati a vedere campi di pomodori o serre. In quegli anni erano presenti anche filande locali, dove si portavano i fiocchi raccolti nei nostri campi per produrre tessuti resistenti, teli per la casa e divise da lavoro.
La “Lana d’Albero”: Quando gli antichi Romani e i Greci videro per la prima volta i campi di cotone in India, non riuscivano a credere ai loro occhi. Lo chiamarono “lana d’albero”, perché non potevano immaginare che una lana così soffice potesse nascere dai rami di una pianta anziché sul dorso di una pecora!
Perché scegliere il cotone?
Quando compriamo una maglietta o un maglione, leggiamo l’etichetta interna: se c’è scritto 100% cotone, sappiamo che stiamo indossando il regalo di una pianta che sa fare le nuvole!
Al contrario, i vestiti sintetici, quando vengono lavati, rilasciano microplastiche che finiscono nei fiumi e nel mare. Il cotone, invece, è naturale al 100% e, se finisce nella terra, si decompone senza inquinare. Inoltre, è una fibra che assorbe bene il sudore e lascia respirare la pelle: per questo è perfetto per i vestiti estivi o per lo sport!
Infine, le fibre di cotone assorbono i colori benissimo, ed è per questo che le nostre magliette possono mostrare tantissime sfumature vivaci.

