Il Sonchus (noto da noi nel Cilento come “Sevone” o “Crespino”) è una pianta spontanea “alimurgica” (cioè commestibile e prelibata!) che da millenni nutre uomini e animali.
La sua carta d’Identità
Nome scientifico: Sonchus (le specie più comuni in cucina sono Sonchus oleraceus e Sonchus asper).
Famiglia: Asteraceae (la stessa famiglia della margherita, del tarassaco e del carciofo!).
Come si riconosce

Ha foglie verde brillante, leggermente lobate o seghettate (a volte un po’ “arricciate”, da cui il nome Crespigna o Crespino).
Quando si spezza un gambo o una foglia, fuoriesce un goccio di lattice bianco (un “latte” vegetale del tutto innocuo).
Presenta fiori giallo-dorati riuniti in capolini che, a maturazione, diventano piumosi soffioni pronti a volare nel vento!
Dove possiamo trovarlo e come cresce
Il Sonchus è una pianta cosmopolita. È originaria del bacino del Mediterraneo, dell’Europa e dell’Asia, ma oggi cresce praticamente in tutto il mondo. Al Sonchus basta solo un po’ di terra: cresce nei campi coltivati, lungo i sentieri, nei giardini, nei terreni incolti e fino a oltre 1.500 metri di altitudine.
È una pianta molto utile e rustica: ama il sole pieno, ma cresce bene anche a mezz’ombra. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, prediligendo quelli freschi, fertili e leggermente umidi. Non teme né il freddo né il caldo: è una vera “supereroina” della sopravvivenza.
Tra Storia, Leggende e Curiosità
Il nostro Sonchus possiamo definirlo la “Pianta dei Re e dei Filosofi”. Infatti, Plinio il Vecchio raccontò una bella storia riguardante l’eroe Teseo: prima di affrontare il terribile Minotauro nel labirinto di Creta, mangiò proprio un bel piatto di crespino preparato dalla saggia e generosa Ecaste per fare il pieno di forza ed energia.
Gli agricoltori lo chiamano spesso “Pane delle lepri” o “Erba dei conigli”, in quanto le lepri e i conigli selvatici ne vanno ghiotti.
Nel Medioevo, invece, si pensava che il “latte” bianco contenuto nei fusti del Sonchus avesse proprietà magiche per rinfrescare la vista e scacciare la stanchezza dagli occhi dei viaggiatori.
Periodo di Raccolta e Consigli
Come per molte erbe spontanee alimurgiche, il periodo migliore per la raccolta è la primavera (da febbraio a maggio) e l’autunno (questo è proprio il periodo giusto), prima che la pianta fiorisca. Quando spuntano i fiori gialli, infatti, le foglie diventano un po’ più dure e amare.
Si raccolgono le rosette fogliari tenere, i getti giovani e i germogli, aiutandosi con un piccolo coltellino alla base.
Regola importante: è sempre bene ricordare che tutte le piante alimurgiche vanno raccolte solo in luoghi puliti, lontani da strade trafficate o da zone frequentate da animali domestici!
Le Ricette in Cucina
Le foglie del Sonchus hanno un sapore dolce, delicato e leggermente nocciolato, molto più dolce del tarassaco o della cicoria.
Insalata di Sonchus (Sevone)
Ingredienti:
Un bel pugno di foglie tenere di Sonchus ben lavate
Mezza mela rossa tagliata a dadini
Qualche gheriglio di noce a pezzetti
Olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale e un goccio di succo di limone
Preparazione
Lavare accuratamente le foglie, asciugarle, unirle alla mela e alle noci in una ciotola e condire con olio, sale e succo di limone.
La Frittata di Sevone
Ingredienti:
200 g di foglie di Sonchus (Sevone)
4 uova di gallina
2 cucchiai di formaggio grattugiato (Parmigiano o Grana)
Olio extravergine d’oliva, sale e pepe
Preparazione
Sbollentate le foglie di Sonchus in acqua bollente salata per 3-4 minuti.
Scolatele, lasciatele raffreddare, strizzatele bene e tritatele grossolanamente.
In una ciotola, sbattete le uova con il formaggio grattugiato, un pizzico di sale e un pizzico di pepe.
Unite il Sonchus/Sevone strizzato al composto di uova.
Scaldate un filo d’olio in una padella antiaderente, versate il composto e cuocete la frittata su entrambi i lati fino a doratura.
Servite a fette, ecco la carica di energia di Teseo pronta in tavola!

