Questa è la storia di un coraggioso soldatino che chiameremo Tin, già nota a molti da più di un secolo, e che oggi ricordiamo in una versione un po’ speciale.
«C’era una volta un soldatino di nome Tin, che era stato regalato ad un bambino di nome Tom da suo nonno per Natale. “Era il 1941 e la guerra imperversava sul fronte orientale” raccontava il nonno. “Tin era il mio portafortuna, me lo aveva regalato tua nonna il giorno in cui partii per il fronte.”
Tom era molto contento del regalo perché amava i soldatini e ne aveva una collezione bellissima e, dopo aver abbracciato il nonno, corse subito a sistemare Tin insieme agli altri suoi amici soldatini.
Tin allora, pur non conoscendo nessuno, cominciò a parlare per fare amicizia con gli altri. “Ciao, io sono nuovo di qui. Mi chiamo Tin, il soldatino di piombo, piacere di conoscervi, spero di poter fare amicizia con voi”.
Tutti però lo guardavano in modo strano: era un soldatino speciale, era senza una gamba, gli era stata portata via da una granata durante la guerra.
Nonostante gli sguardi degli altri Tin però continuò a parlare e, saltando come un grillo, andò a presentarsi a tutti: “sono felice di essere qui con voi” disse, ma ad un tratto, preso dalla stanchezza, cadde a terra.
Ci fu una grande risata generale e Tin si sentì deriso e messo da parte degli altri soldatini. Si ritirò in un angolo della stanza e zitto zitto restò ad aspettare.
Quando Tom rientrò a casa dal parco e vide Tin tutto solo in disparte, andò dal gruppo dei soldatini e chiese: “Perché avete lasciato Tin da solo?” e i soldatini risposero: “Noi non vogliamo giocare con lui, è diverso da noi e fa fatica a stare in piedi!”
“Lo so che fa fatica a stare in piedi” li riprese allora Tom, “ma può fare tante altre cose. Cosa avreste fatto voi al suo posto?”
Nessuno ebbe il coraggio di rispondere. Rimasero tutti in silenzio e Tin, che non sapeva cosa fare per essere accettato dagli altri, decise di ritornare nella scatola e non uscire mai più dalla vergogna.
Il giorno dopo Tom andò a trovare il nonno, portando con sé la scatola con il soldatino. Gli raccontò quello che era successo e gli chiese aiuto.
Intanto, in camera di Tom, i soldatini erano preoccupati di non vedere più Tin. Forse cominciavano a capire di essere stati un po’ cattivi con lui e di aver esagerato non mettendolo a suo agio. Cominciarono a cercarlo per tutta la casa, ma niente, era ormai buio e del soldatino Tin nessuna traccia.
Quando ormai il gruppo dei soldatini aveva perso ogni speranza, Tom entrò saltellando nella sua stanzetta portando Tin davanti agli altri: “Ecco a voi il nuovo soldatino bionico Tin!”
Non appena lo videro i soldatini si scusarono con lui per il loro comportamento, erano felici: “Che bello che sei tornato a casa, d’ora in poi non ti faremo sentire solo, nessuno sarà mai più solo anche se siamo diversi!”
“Grazie amici, anche io sono felice di rivedervi, ho una gamba nuova bionica, avete visto?” chiese Tin emozionato. “Bello! stai proprio bene!” risposero i soldatini e tutto fu perdonato.
Da allora andarono d’accordo aiutandosi l’uno l’altro senza alcuna differenza.»
Continua….

