Un giorno, in un rione malfamato e pericoloso di una grande città, nacque un tenero
gattino di nome Gatty. Suo padre, importante camorrista, era don Gatto Savastano. La
sua famiglia abitava in una grandissima villa, con grandi lettiere d’oro e tutti i
pavimenti rivestiti da preziosi tappeti persiani. Sua madre era una delle gattine più
belle di tutta Napoli.Man man che cresceva, suo padre cercava di convincerlo che avrebbe trascorso una
vita agiata se avesse seguito le sue orme, ma il gattino non aveva ancora le idee chiare.Cresciuto abbastanza iniziò a lavorare con il padre ma era sempre più convinto che il
suo futuro sarebbe stato differente: anche se tutti lo avessero rispettato
comportandosi come la sua famiglia, a lui non piaceva incutere timore agli altri animali.
Quando nacque sua sorella ebbe le idee chiare.
I genitori la chiamarono Luna, nome molto in voga tra i gatti famosi e la notizia arrivò
anche su “Miao”, il giornale più letto dai gatti. Il titolo era “Luna arriva sulla Terra”,
così tutti pensarono che gli scienzogatti fossero riusciti ad avvicinare la Luna alla
Terra. Fu allora che Gatty Savastano decise di fare l’astrogatto.
Prese il primo volo per l’America e, grazie alle conoscenze di suo padre, entrò subito
tra le migliori reclute della NASA.
Dall’altra parte del mondo, intanto, precisamente in Russia, in una piccola base per
astrogatti, viveva Jurin Gattarin ormai pronto a partire per la sua prima missione con
obiettivo la Luna. A causa delle strumentazioni non ben sviluppate, non riuscì ad
arrivare sulla Luna ma orbitò intorno alla Terra.
In America, nel frattempo, era giunta l’ora di gloria di Gatty Savastano, che lì aveva
cambiato il suo nome in Gatteil Gamstrong: grazie alle nuovissime tecnologie, fu il
primo gatto a mettere zampa sulla Luna. La radio trasmetteva la sua voce che diceva:
“Un piccolo passo per un gatto, un grande passo per la gattità”.
Tornato in Italia, si godette il resto della sua vita, onorato non per timore ma per
rispetto della sua grande azione.
Antonio Sarraino

