Chi conosce il megaletoscopio? Tra le innumerevoli invenzioni prodotte dal genio creativo dell’uomo, troviamo questo oggetto dal nome grecizzante.
Il megaletoscopio, infatti, è un apparecchio ottico ideato da Carlo Ponti (1822-1893) per osservare stampe fotografiche con diversi effetti di luce.
Ponti, dopo aver studiato a Parigi come fotografo, si trasferì a Venezia dove avviò con successo un’attività di vendita di strumenti di misurazione, lenti e stampe fotografiche. Ponti conquistò la fama grazie all’invenzione del megaletoscopio: l’apparecchio, in mostra all’Esposizione Universale di Londra del 1862, catturò l’attenzione del pubblico, diventando un oggetto apprezzato da ricchi borghesi e aristocratici per intrattenere i propri ospiti con spettacoli che apparivano magici.
Ma come funziona questo apparecchio? Immaginate uno strumento dotato di sportelli laterali e di un’apertura attraverso la quale è possibile osservare una stampa montata su un telaio; accostando gli occhi al visore, vedrete l’immagine illuminata a giorno dai riflessi della luce ambientale prodotti dagli specchi montati sugli sportelli del megaletoscopio.
Per destare meraviglia nello spettatore, Ponti pensò anche a un’illuminazione notturna: ad esempio, per mostrare l’immagine di un cielo stellato, basta chiudere gli sportelli dell’apparecchio, forare in alcuni punti la stampa fotografica e retroilluminarla con una lampada.
Nonostante l’avvento del cinema, di sofisticati sistemi tecnologici e della realtà virtuale, il megaletoscopio resta un affascinante strumento per osservare le fotografie con effetto tridimensionale.

