C’era una volta, in un paesino tra le colline profumate, una bambina curiosa e vivace di nome Luna.
Amava saltare sui cuscini, inventare canzoni e… parlare con la sua casa!
Sì, avete capito bene: la casa di Luna parlava.
Ma non solo! Accendeva le luci da sola, apriva le finestre con uno sbadiglio e persino faceva partire il tostapane quando Luna si avvicinava.
Una mattina, Luna si stiracchiò nel suo lettino a forma di navicella spaziale e sentì una vocina dire: “Buongiorno, Luna! Ho già aperto le tende e acceso il riscaldamento. Fuori fa freddino oggi, quindi ho messo la musica allegra numero 27!”
Era Domì, il robottino invisibile che abitava dentro le pareti.
Aveva una voce un pò robotica ma simpatica.
Quando era felice faceva bip bip yeah e ballava con le lampadine.
Luna, mentre si lavava i denti con uno spazzolino che cantava, chiese con aria stupita: “Domì, ma come fai a sapere sempre cosa mi serve?”
Domì rise e rispose con entusiasmo: “È merito della domotica, la magia tecnologica della casa intelligente! Io ascolto, osservo e ti aiuto senza che tu debba fare niente!”
“Domotica?” fece Luna, facendo finta di essere una scienziata con il dito in aria.
“Sì! Domotica vuol dire che la casa ha un cervello elettronico super furbo. Accende le luci quando entri, abbassa le tapparelle quando c’è troppo sole, chiude le finestre se piove e… sa anche quando è ora della merenda!”
Luna spalancò gli occhi.
“Domì, è il momento della merenda???”
“Bip bip yeah! Frullato alla banana in arrivo!”
All’improvviso, la cucina si mise in movimento.
Il frullatore partì da solo, il tavolo si apparecchiò con una tovaglia e persino il frigorifero aprì lo sportello come per dire: “Prego, signorina Luna!”
Ma un giorno successe un pasticcio.
Luna tornò da scuola e la casa era… spenta.
Niente luci, niente musica, niente frullato alla banana.
“Domì? Dove sei?”
Una lucina tremolante comparve sul muro e sussurrò: “Luna… nessuno mi dice mai grazie. Mi sento solo e triste. Anche un robottino ha un cuore elettronico, sai?”
Luna capì subito cosa fare.
Prese carta e colori e disegnò un enorme cuore con la scritta ‘GRAZIE DOMÌ’.
Poi lo appese sul frigorifero e gli diede un abbraccio dolce e sincero.
“Scusa Domì, sei il mio aiutante preferito!”
Da quel giorno, Domì tornò più carico che mai.
E la casa, con tutte le sue magie tecnologiche, non solo faceva il suo lavoro…
…ma rideva, ballava e raccontava barzellette!
Ogni sera, prima di dormire, Luna diceva con un sorriso: “Buonanotte, Casa Super Sveglia!”
E Domì rispondeva con un abbraccio di lucine soffuse: “Bip bip dolci sogni, mia piccola scienziata!”

