C’era una volta una bambina di nome Lina. Aveva sei anni, gli occhi grandi e brillanti, sempre pieni di meraviglia.
Le piaceva osservare il mondo e fare mille domande.
Ogni giorno ne inventava di nuove, come: “Come fa un robot a muoversi?”, “Chi dice ai videogiochi cosa devono fare?”, “Posso costruire anch’io qualcosa con il computer, come un’invenzione tutta mia?”
Un giorno piovoso, mentre giocava con il tablet, Lina vide un’icona con un gatto arancione sorridente e una scritta buffa: Scratch.
Appena lo toccò, sullo schermo apparve una simpatica animazione: un gatto arancione che muoveva le zampette e sorrideva.
Una voce allegra uscì dagli altoparlanti e disse: “Ciao Lina! Io sono un gatto molto divertente. Ti va di entrare nel mio mondo e diventare una programmatrice?”
“Programmatrice?” chiese lei.
“Sì! Una persona che dà istruzioni ai personaggi, che crea giochi e storie, tutto usando dei blocchi colorati.”
Lina spalancò gli occhi.
“Blocchi? Come i mattoncini con cui gioco?”
“Proprio così!” rispose il gatto sapientone.
“Ma questi si mettono sullo schermo… e invece di costruire torri, costruiscono azioni!”
Con un tocco, ZAAAM, Lina entrò in un mondo pieno di colori, suoni e personaggi simpatici.
Il gatto sapientone le mostrò dei blocchi grandi e colorati, con scritte facili da leggere.
“Guarda Lina”, spiegò il gatto.
“Questo blocco blu dice: Vai avanti di 10 passi. Se lo metti sotto il blocco quando clicco sulla bandiera verde, io camminerò!”
Lina provò.
Click! Clack! I blocchi si incastrarono perfettamente.
Premette la bandierina verde e…L’immagine sullo schermo camminò!
Poi aggiunse un blocco viola: Fai un miagolio… e l’immagine di un gatto fece “MIAO!”
“Sto comandando il personaggio sullo schermo!” disse Lina felice.
“Esatto”, disse Scratch.
“Ogni blocco è un comando. Tu li metti in ordine e io eseguo.”
Poi Lina chiese: “Posso fare una storia?”
“Certo! Guarda: prendi un personaggio nuovo – un orso ballerino – e scegli uno sfondo: una foresta!”
“E poi?”
“Aggiungi blocchi per fargli dire qualcosa, farlo ballare, cambiare scena. Così nasce una storia animata.”
E Lina creò una storia su un orso che cercava il miele e incontrava un’ape gentile.
Usò blocchi gialli per controllare il tempo, i blocchi verdi per decidere se l’ape era amica o arrabbiata e i blocchi arancioni per tenere il punteggio.
Il gatto sapientone le spiegava tutto: “Questi blocchi ti aiutano a pensare come un piccolo scienziato. Stai imparando a dire al computer: se succede questo, allora fai quello.”
Lina imparava ridendo e ogni errore era solo un nuovo indizio per migliorare.
Quando un personaggio non si muoveva, il gatto sapientone le diceva: “Bravo! Hai trovato un problema. Ora proviamo a capire insieme come risolverlo!”
Così Lina imparava a ragionare, provare, correggere e riprovare.
E senza accorgersene, stava già diventando una piccola programmatrice.
Dopo un pò che Lina provava e riprovava con entusiasmo, la mamma si avvicinò incuriosita e le chiese: “Che cos’è questo programma così colorato con cui ti diverti tanto?”
Lina sorrise e disse: “Si chiama Scratch! Vuoi sapere cos’è?”
Scratch è un programma gratuito creato per aiutare bambini e ragazzi a imparare a programmare in modo facile e divertente.
“Non devo scrivere codici complicati o parole incomprensibili con la tastiera, come fanno i grandi” spiegò Lina entusiasta alla mamma.
“Basta trascinare dei blocchi colorati, uno dopo l’altro, come quando fai una fila di giocattoli. Ogni blocco è un comando: può dire muoviti, salta, parla, cambia colore.”
“È come costruire con i tuoi mattoncini da gioco!” esclamò Lina.
“E in più, puoi anche inventare storie, creare giochi, far parlare i personaggi, o persino farli cantare!”
La mamma, ancora più incuriosita, chiese: “Ma a cosa serve Scratch?”
“Serve a imparare giocando”, aggiunse Lina mentre mostrava i suoi progetti sullo schermo del monitor.
“Impari a pensare in modo ordinato, a usare la fantasia, a risolvere problemi e anche a lavorare insieme agli altri. Con Scratch puoi anche condividere i tuoi progetti con altri bambini nel mondo e vedere cosa hanno creato loro.”
Quando tornò nel salotto con un suono di POP!, era felice come non mai.
“Mamma! Ho costruito un gioco dove un robot salta sulle nuvole, una storia con un draghetto che canta e un quiz con una rana che ride!”
E da quel giorno, ogni volta che poteva, Lina apriva Scratch e si divertiva a creare, imparare ed esplorare.

