L’11 dicembre ricorre la giornata internazionale della montagna, un’occasione per onorarla e riflettere sul fascino che essa rimanda allo spirito e sulle emozioni dell’uomo. Le montagne sono le cornici dei nostri disegni da bambini, decorano il paesaggio e restituiscono completezza all’ambiente che rappresentiamo. Se osserviamo le cime, è facile avvertire una sensazione di caldo vuoto dentro di noi, immaginando la vista da lassù, dal punto più alto dei nostri occhi. Forse è proprio questa curiosità che ha spinto l’uomo a dedicarsi all’alpinismo: arrivare in alto e immergersi nel contatto profondo con la natura e nel silenzio. Ogni passo aumenta la fatica e rafforza il cuore di chi sceglie di fondersi con l’elemento più rischioso e sconosciuto del pianeta. Imprese eroiche e insidiose hanno condotto Walter Bonatti, Reinhold Messner e tanti altri a scrivere le pagine più intense della storia dell’ascensionismo italiano. Molti di loro non sono più con noi, perdendo la vita proprio in vetta mentre cercavano di esaudire il loro desiderio, consapevoli non poter più ritornare. L’amore per la montagna resta ancora un mistero, sempre aperto a chi vuole conoscerlo e sperimentarlo in modo sicuro, rispettando i limiti e ascoltando la paura, trasformandola in un’attenta consigliera.
“Il bello dell’avventura è sognarla, dare aria all’immaginazione, poi si potrà anche tentare di dare materia ai propri sogni.”-Walter Bonatti
Alla prossima!

