La Terra è oramai prossima a compiere i suoi 5 miliardi di anni: questa palla di roccia fusa dal cuore di ferro, ha un involucro rigido, frammentato in più “tasselli”, chiamati placche o zolle tettoniche, che sono in un costante anche se quasi impercettibile movimento, trascinando con sé oceani e continenti.
Nei punti di confina tra queste placche, il magma contenuto nel cuore della terra, fuoriesce e risale in superficie, solidificando e formando i vulcani.
Un vulcano è un composto roccioso di magma solidificato che mantiene una buona componente di magma al suo interno. Questo magma è contenuto nella camera magmatica, situato a qualche chilometro di profondità, che per effetto della pressione viene incanalato in un condotto che porta al cratere.
Esistono vulcani attivi, ovvero che eruttanoattivi, cioè vulcani dormienti, che sono apparentemente calmi, ma potrebbero eruttare di nuovo, e vulcani estinti, che da molto tempo.
Quelli attivi sono quelli che presentano alti livelli di pressione del gas disciolto all’interno del loro magma, perciò, quando questa oltrepassa il limite che la crosta può sopportare, il vulcano erutta.
I prodotti solidi dell’attività vulcanica sono chiamati materiali piroclastici: frammenti di roccia sotto forma di ceneri, lapilli e bombe vulcaniche, grossi massi roventi di forma arrotondata che esplodono quando toccano terra. In base al tipo di eruzioni a cui danno luogo, i vulcani si dividono in hawaiano, stromboliano, vulcaniano e peleano.
I vulcani hawaiani, chiamati così perché tipici delle Hawaii hanno colate di lava molto fluide, abbondanti e lente, tranquille e senza “scoppi, hanno versanti dolcemente inclinati e una base larga, e perciò sono detti vulcani a scudo.
I vulcani stroiani, come il vulcano Stromboli, alle Isole Eolie, emettono un magma fluido che si cristallizza mentre, e forma si verificano regolarmente “fatti saltare”. Si forma per la progressiva solidificazione di colate laviche e materiali di eruzione, e sono detti, pertanto, stratovulcani.
Le eruzioni vulcaniane, che prendono il nome dall’isola di Vulcano, nelle Eolie, sono invece eventi esplosivi molto violenti, con un magma molto viscoso e grandi quantità di gas. Il Vesuvio, nel golfo Napoli, ha un’attività di questo tipo di popolazione moltoruttiva e molto distruttiva, anche la grande quantità di che vive attorno ad esso.
I vulcani peleani, che prendono il nome dal vulcano Pelée, in Martinica, hanno eruzioni di tipo sivo molto violente: la lava fuoriesce da una spaccatura al di sotto del “tappo” di magma, in orizzontale.
Infine abbiamo i supervulcani: colossali vulcani dormienti che eruttano ogni qualche migliaio di anni e possono espellere anche mille volte la quantità di materiale di una grande eruzione vulcanica.
Uno di questi è lo Yellowstone, nascosto sotto l’omonimo parco naturale negli Stati Uniti ha visitato per la bellezza dei suoi geyser: fuoriuscite d’acqua calda, alimentate da fenomeni geologici.

