Il cubo di Rubik è famoso per essere tra i rompicapo più enigmatici della storia, affascinante e complesso nello stesso tempo.
Questo puzzle tridimensionale è un poliedro 3D inventato dal professore ungherese Ernő Rubik nel 1974, il quale cercava di creare un cubo didattico per spiegare meglio il concetto di multidimensionalità ai suoi studenti. Rubik, senza poterlo immaginare, diede vita a quello che ancora oggi è considerato il rompicapo per eccellenza.
Tutto iniziò come un esperimento per cercare di muovere in modo indipendente le singole parti di un oggetto senza che queste crollassero, modellandone il movimento tridimensionale; solo dopo, Rubik si accorse del potenziale della sua creazione quando, assegnando a ogni facciata un colore diverso e mescolando il disegno originale, cercò di ricomporlo senza riuscirci facilmente.
Ernő Rubik passò dall’essere ricercatore universitario, a inventore inconsapevole del simbolo degli anni Ottanta, a diventare uno degli uomini più ricchi del Paese in poco più di cinque anni: ottenuto il brevetto per il Magic cube, il gioco iniziò ad essere prodotto e distribuito nel 1977 arrivando in tutto il mondo all’inizio degli anni Ottanta con il nome con cui ancora oggi lo conosciamo.
Il cubo di Rubik, nella sua versione standard ha esternamente nove quadrati per faccia ed è considerabile risolto solo quando ogni superficie ha quadrati a tinta unita. Al suo interno, i 26 cubetti hanno un perno su uno spigolo, che serve per essere agganciato agli altri attraverso un meccanismo centrale. Questo sistema permette di spostare i cubetti, con facciate di diversi colori, lungo due assi creando così diverse combinazioni.
La fama di quest’oggetto crebbe a tal punto che già nel 1981, vi furono i primi campionati di speedcubing organizzati dal Guinness dei primati di Monaco. La maggior parte delle persone, però, riusciva a completare al massimo solamente due facciate: gli esperti, allora, cominciarono a creare delle guide per portare a termine il rompicapo. Nello stesso anno, tre dei dieci best seller degli Stati Uniti erano proprio sullo stesso tema: come risolvere il cubo di Rubik.
Una buona dritta per risolvere il cubo è partire riuscendo a completare un primo strato e passando solo dopo al successivo con una serie di mosse, dette algoritmi, che gli esperti hanno schematizzato ed organizzato prevedendo qualsiasi tipo di eventualità si presenti. Grazie a questi algoritmi, i tasselli assumono man mano tutti lo stesso colore sulla facciata; però, nonostante l’ausilio degli algoritmi, risolvere il cubo di Rubik resta comunque più complesso di quanto possa sembrare, infatti provare a risolvere il Cubo senza usare algoritmi, significa tentare 43 trilioni di combinazioni.

