Nonostante alcuni miglioramenti rispetto allo scorso anno, quando la dad e le quarantene per Covid avevano provocato un vero e proprio crollo negli apprendimenti degli studenti italiani, anche nel 2022 non sono mancate le difficoltà a scuola.
Oggi quasi uno studente su due si diploma senza aver raggiunto le competenze di base, soprattutto se vive nelle regioni del Sud e proviene da territori svantaggiati.
Il test ha coinvolto oltre 920mila allievi della primaria (classe seconda e quinta), circa 545mila di terza media e poco più di 953mila delle superiori (quest’anno si sono tornate a svolgersi anche in seconda superiore – e poi in quinta). La partecipazione è stata quasi totale.
Qualche numero? In quinta superiore il 52% degli studenti ha raggiunto almeno il livello adeguato in italiano. Questo significa che il restante 48% dei ragazzi non l’ha raggiunto, quando nel 2019, prima della pandemia eravamo al 64 per cento.
In matematica il 50% degli studenti ha raggiunto risultati base. Anche qui lo stesso valore del 2021. Ancora, il livello B2 in inglese (reading) è raggiunto dal 52% dei ragazzi. Ciò significa che va un po’ meglio rispetto al 2021 (50%), ma sempre sotto rispetto al 2019 (55%).
Si allargano anche i divari territoriali osservati al termine del secondo ciclo d’istruzione. Gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 60% in Campania, Calabria e Sicilia. In matematica gli studenti sotto il livello adeguato arrivano al 70% in quattro regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna). Sempre nelle stesse regioni non raggiungono il B2 il 60% dei ragazzi nella prova di reading e l’80% in quella di listening.
Tra le note positive del rapporto, c’è la scuola primaria, dove il confronto tra il 2022 e il 2019 registra un quadro sostanzialmente stabile (le elementari hanno quindi retto alla pandemia).
Migliora, dice Invalsi, anche la “dispersione implicita” e cioè quei ragazzi che arrivano al diploma senza però avere le competenze attese dopo 13 anni di scuola.

