L’ultimo giorno di scuola è ormai alle porte. I bambini e i ragazzi di tutta Italia possono lasciarsi alle spalle le responsabilità scolastiche per assaporare ogni prezioso istante di una libertà spensierata che ogni adulto rimpiange. Inizia il tempo delle vacanze estive che, nel suo apparente scorrere lento, permette di coltivare le proprie passioni, dedicarsi a se stessi e aprirsi a nuove esperienze, stando soprattutto in compagnia.
Ma a quale epoca risalgono le cosiddette vacanze? Già gli antichi romani, perlomeno i ricchi patrizi, erano soliti lasciare la città affollata e rumorosa per dedicarsi all’otium in ville situate in campagna o al mare. Molti secoli dopo, veri e propri viaggi a scopo educativo vennero compiuti da giovani aristocratici europei, soprattutto inglesi. Nasceva così, alla fine del Settecento, il cosiddetto Grand Tour, un viaggio di formazione culturale, con alcune mete obbligate, come Parigi, Vienna, Roma e Pompei, che permise a molti giovani nobili e artisti di scoprire le bellezze, l’arte e la cultura anche del nostro Paese.
Nel corso dell’Ottocento, in conseguenza dell’affermazione della società industriale, si diffuse l’abitudine a viaggiare anche per i ricchi borghesi che iniziarono a soggiornare alle terme durante la stagione estiva, soprattutto per scopi mondani. Se le vacanze in località balneari, finalizzate al bagno in mare, si diffonderanno soltanto nella seconda metà dell’Ottocento, il vero e proprio turismo balneare avrà il suo boom nel secondo dopoguerra, favorito da una maggiore diffusione del benessere nella società.
Al di là delle origini e delle mode delle vacanze, l’importante è che siate pronti a preparare la valigia o semplicemente a riappropriarvi del vostro tempo libero.
di Ilaria Lembo

