Itaca è un’isola greca del mar Ionio appartenente all’arcipelago delle isole Ionie. È nota per essere stata patria dell’eroe leggendario Ulisse, antico re dell’isola, le cui gesta sono descritte nel poema epico di Omero, l’Odissea. Per il secondo anno consecutivo vede all’opera i volontari delle Ong “Healthy seas” and “Ghost diving” pulire i fondali marini. Dove, dicono, si trova di tutto. Le reti dei pescatori sono all’ordine del giorno ma non è tutto. Una decina di anni fa, due aziende di allevamento ittico hanno chiuso senza preoccuparsi di recuperare i resti. Che sono finiti in mare. Una bomba ecologica.
Veronica Mikos, direttrice della ong ‘‘Healthy seas’’ conferma: “Ci troviamo di fronte a uno scenario incredibile, si tratta di un tristissimo crimine ecologico. Finora dovevamo far fronte a reti fantasma, le reti dei pescatori abbandonate o perse che sono così dannose per la vita animale sottomarina. Quello che invece abbiamo qui è un’azienda fantasma, tutte le strutture dell’itticultura sono state abbandonate”.
Gli abitanti dell’isola hanno postato alcune foto che hanno portato volontari di diverse nazionalità (tra gli altri olandesi, britannici, greci, libanesi, ungheresi) ad agire. Un importante lavoro di squadra perché la quantità di roba da portare in superficie può ricadere nuovamente. Una volta su questi rifiuti finiscono in appositi cassonetti di immondizia, l’inizio di un percorso di riciclaggio che trasformerà questa plastica in un nuovo nylon che verrà usato nei più svariati campi.
L’anno scorso, 76 tonnellate di rifiuti marini sono stati raccolti dai fondali di Itaca, l’obiettivo di quest’anno non è solo pulire il mare ma educare i pescatori, turisti e locali a ridurre l’impatto sul mare.
La plastica con il tempo si sfilaccia e finisce per avvelenare i pesci, l’inquinamento marino è più insidioso di quello che si crede, come spiega Nikos Vardakas di Ghost diving greece. “I turisti vedono solo una faccia della realtà, la parte più bella, un piccolo porto, acque cristalline; il fondale marino invece è pieno di schifezze, rifiuti tanto da dire che è una discarica marina. Però stiamo diventando con il tempo più sensibili più attenti a questi problemi. Ci vuole un po’ di tempo ma il cambiamento sta arrivando”.

