Il Parco Nazionale di Doñana è un’area protetta nella Spagna sud-occidentale, con una biodiversità unica in Europa, che racchiude una grande varietà di ecosistemi e specie animali. Una ricchezza minacciata dall’agricoltura intensiva, soprattutto di fragole, che prosciuga le riserve idriche della regione.
Cosa denunciano i rappresentanti dell’associazione “Save Doñana”? Lo sfruttamento idrico – anche illegale – del parco: “Lo sfruttamento eccessivo delle acque sotterranee sta distruggendo gli aquitrini di Doñana. Abbiamo bisogno di cambiamenti radicali, che mettano fine allo sfruttamento eccessivo delle acque sotterranee. I pozzi illegali vanno chiusi dall’amministrazione. Dobbiamo smettere di estrarre così tanta acqua e limitare le estrazioni, almeno dimezzandole. “
Le minacce sono rappresentate dal cambiamento climatico, che prosciuga le riserve e perciò nei giorni di siccità l’acqua manca dappertutto. Questo potrebbe mettere a rischio anche la migrazione di uccelli: grazie alla sua vicinanza all’Africa, il parco di Doñana è un punto d’appoggio per le migrazioni di uccelli con una grande apertura alare, come le aquile e i nibbi, che qui si riposano e cacciano, in preparazione dei loro grandi viaggi verso l’Africa occidentale.

