Perchè la guerra
In Ucraina la guerra è cominciata nel 2014
In questo momento tutto il mondo guarda all’Ucraina, perchè in molti temono che Mosca stia preparando un imminente intervento militare. Ma nel Paese, ex sovietico, la guerra c’è già, e va avanti da anni. Nelle province orientali, a maggioranza filo-russa, si continua a sparare e a morire dal 2014, quando ebbe inizio un’insurrezione separatista sostenuta e fomentata da Mosca. La Russia e l’Occidente alimentano opposte fazioni e così l’Ucraina resta divisa sia politicamente che geograficamente.
Il 21 novembre del 2013, una folla riempie la piazza dell’indipendenza di Kiev, Maidan Nezalezhnosti, per protestare contro la sospensione dell’accordo di associazione e libero scambio con l’Ue. Yanukovych ordina la repressione violenta delle manifestazioni pacifiche, che sfociano nei mesi successivi in aperta rivolta espandendosi in tutto il Paese. Il 22 febbraio 2014 Yanukovych, deposto dal parlamento, fugge in Russia. Nel frattempo, le violenze nelle proteste hanno causato oltre un centinaio di morti e hanno alimentato la divisione nel popolo ucraino.
L’annessione della Crimea alla Russia
In questo contesto, a fine febbraio dei militari senza insegne nazionali, chiamati “omini verdi” per il colore delle loro uniformi e che si scopriranno poi essere russi, occupano i centri del potere nella penisola meridionale della Crimea, penisola che si estende nel Mar Nero. Storicamente, gli abitanti della Crimea si sono sempre sentiti vicini alla Russia e il russo è la lingua parlata dalla maggioranza della popolazione.
A metà marzo il parlamento regionale organizza, d’accordo con Mosca, un referendum in cui la popolazione locale si esprime alla quasi unanimità (97%) per l’annessione alla Russia e il 18 marzo la Crimea viene ufficialmente annessa alla Federazione. Il tutto avviene senza spargimento di sangue, ma la mossa costerà a Mosca l’esclusione dal G8 che diventa il G7 e pesanti sanzioni economiche.
La guerra dimenticata
Nell’aprile 2014, i disordini si estendono alla regione industriale del Donbass nell’est dell’Ucraina. Lo scontro tra le forze ucraine e i separatisti, si trasforma in un vero e proprio conflitto. I nazionalisti ucraini, chiedono l’autonomia politico-amministrativa e addirittura l’unione territoriale con la Russia. Ma le loro richieste vengono respinte dal nuovo presidente ucraino Petro Poroshenko. Da allora, la guerra non è mai finita. Il processo di pace viene affidato al cosiddetto formato Normandia composto da Russia, Ucraina, Francia e Germania. Viene istituito un cessate-il-fuoco, che però viene violato ripetutamente da entrambe le parti.
Solo lo scorso dicembre gli Stati Uniti e le cancellerie europee sembrano essersi ricordati, allarmati dai rapporti che suggerivano un imminente attacco russo.

