«Bisogna aggiornare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea per tutelare l’ambiente e riconoscere l’accesso in maniera più esplicita all’aborto» – lo ha detto il presidente Emmanuel Macron, presentando alla Plenaria del Parlamento europeo il semestre di presidenza francese dell’Ue, l’organo in cui siedono i rappresentanti dei governi dei 27 paesi dell’Ue.
Ma cos’è la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea? Contiene i valori universali di dignità umana, libertà, uguaglianza e solidarietà, che hanno creato una zona di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini, basata sulla democrazia e sullo stato di diritto. Tutti noi ne abbiamo bisogno perché in un unico documento troviamo i diritti personali, civili, politici, economici e sociali. Infatti essa contiene 54 articoli che assicurano i diritti e le libertà dei cittadini europei, suddivisi in sei voci: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, diritti dei cittadini, giustizia.
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali è stata adottata nel 1950, ma l’ampliamento delle competenze dell’UE alle politiche con un impatto diretto sui diritti fondamentali ha reso necessaria una chiara definizione dei valori dell’UE. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE è entrata in vigore con il trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009. È giuridicamente vincolante in tutti gli stati membri dell’UE.
Macron ha insistito sul diritto all’aborto – interruzione volontaria di gravidanza, che continua ad incontrare resistenze da parte del personale medico. In questi ultimi giorni si sono riaccesi i riflettori sul tema anche alla luce della nuova presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, convinta antiabortista, politica maltese, paese europeo dove l’aborto è ancora illegale.

