La vita ci sorprende con incontri casuali. Uno di questi incontri è capitato a Keith Haring, un giovane artista americano, desideroso di rendere l’arte accessibile a tutti per condividere un messaggio di amore e pace.
Haring, infatti, a New York s’imbatté in un giovane pisano che lo invitò a soggiornare nella città toscana. Durante la permanenza nella città della Torre Pendente, all’artista originario della Pennsylvania venne l’idea di realizzare un murale: nel giugno del 1989, in pochi giorni, Harving diede vita all’opera sulla parete esterna della Chiesa di Sant’Antonio, creando una sorta di puzzle composto da decine di figure colorate, legate fra loro, simbolo della pace e dell’armonia che dovrebbero permeare il mondo e favorire un giusto equilibrio fra l’uomo e la natura. Non a caso nel murale di centottanta metri quadrati, intitolato “Tuttomondo”, spiccano un delfino, un volatile, una scimmia e un cane per ricordarci quanto il legame fra l’uomo e gli altri esseri viventi sia fondamentale per garantire l’esistenza di un mondo armonioso.
Anche se Haring morì nel febbraio del 1990, a soli 31 anni, la sua creatività continua a spingerci a osservare la realtà e a riflettere su temi attuali attraverso il linguaggio dei suoi graffiti, delle sue stampe e dei suoi disegni dai vivaci e inconfondibili colori.

