È stato presentato a Milano il “Youth4Climate Manifesto” o manifesto dei giovani per il clima. Una sorta di “bigino” con le proposte sull’ambiente fatte dagli oltre 400 giovani, in rappresentanza di 40 paesi, presenti a Milano a fine settembre, hanno avuto un confronto con il governo italiano e con il governo britannico. I giovani, arrivati da tutta Europa, hanno lanciato, raccolto e selezionato una serie di proposte urgenti per proteggere l’ambiente.
Il “Youth4Climate Manifesto” verrà inviato a tutti governi che si riuniranno nella decisiva COP26 della Convenzione Onu sul clima, che si terrà a Glasgow la settimana prossima. Primo punto: coinvolgere i giovani nei processi decisionali relativi alle politiche ambientali e metterli in condizione di portare il proprio contributo per la risoluzione del tema CO2. Il secondo Working Group, dal tema “Ripresa sostenibile”, ha messo a punto cinque questioni intorno alle quali i giovani chiedono che si realizzi una ripresa sostenibile post-pandemia. Il “Coinvolgimento degli attori non statali” è stato affrontato dal terzo Working Group del manifesto dei giovani per il clima, che ha individuato tre linee strategiche di intervento. Sostenere la partecipazione dei giovani. Richiedere a tutti di allinearsi agli obiettivi di azzerare le emissioni nocive. Stabilire che la fase di uscita dall’industria basata sul consumo di fonti fossili abbia termine entro il 2030. Il quarto Working Group, “Una società più consapevole delle sfide climatiche”. I decisori pubblici devono lavorare con i giovani e le comunità sulle questioni climatiche. I governi devono assicurare a tutti l’alfabetizzazione e la formazione ai cambiamenti climatici promuovendo il cambiamento degli stili di vita. Formare i giornalisti e gli operatori del mondo della comunicazione a divulgare l’urgenza e le conseguenze della crisi climatica.

