Era una fredda mattina di novembre nel Bosco dei Mille Sussurri. Gli alberi secolari avevano ormai indossato i loro abiti più belli: tappeti di foglie rosse, gialle e marroni scricchiolavano dolcemente sotto i piedi di chiunque osasse avventurarsi tra i sentieri. Ma in quel periodo dell’anno, il bosco non era famoso solo per i suoi colori, quanto per i suoi abitanti più imprevedibili: la tribù degli Elfi dello Scarponcino.
Erano piccoli come pigne, indossavano cappucci di feltro ricavati dalle castagne e avevano una passione irrefrenabile per gli scherzi. Il capo della banda si chiamava Birba, un elfo con la punta del naso sempre arrossata dal freddo e un sorriso furbo stampato in faccia.
Quel giorno, Birba e i suoi amici avevano deciso di fare il loro scherzo preferito dell’autunno: lo scambio dei colori.
Mentre il vecchio tasso Bernardo dormiva profondamente nella sua tana, tre elfi legarono con fili d’erba sottili centinaia di foglie dorate sui rami di un abete verde scuro, facendolo sembrare un albero di Natale fuori stagione. Poco più in là, un gruppo di folletti dispettosi stava dipingendo le castagne con il succo di mirtillo, così che, quando i ricci le avrebbero raccolte, si sarebbero ritrovati con delle strane palline blu e viola!
«Presto, presto! Arriva lo Scoiattolo Pompilio!» squittì Birba, saltellando da un ramo di nocciolo all’altro.
Pompilio arrivò trotterellando con la sua grande coda pelosa, pronto a fare le provviste per l’inverno. Vide una bellissima ghianda argentata e, incuriosito, cercò di afferrarla. Ma appena la toccò, la ghianda saltò via da sola, ridendo a crepapelle! Era l’elfo Zenzero camuffato da frutto.
Lo scoiattolo, invece di arrabbiarsi, scoppiò a ridere a sua volta. Conosceva bene gli elfi di novembre. Prese una manciata di foglie secche e le soffiò addosso ai piccoli burloni, creando una pioggia dorata che li fece rotolare via tutti insieme in un mucchio di risate.
Alla fine, stanchi ma felici, gli elfi si fermarono a bere una cioccolata calda fatta con la linfa dolce della betulla, guardando il sole autunnale che filtrava tra i rami spogli, pronti a inventare un nuovo dispetto per il giorno dopo.

