Il Libano è piombato in un grave black-out elettrico a causa dell’esaurimento di olio combustibile nelle due principali centrali del Paese. Gli impianti di Zaharani e Deir Ammar sono stati fermi qualche giorno e solo ieri il ministro dell’energia ha annunciato la ripresa dei servizi elettrici, che tuttavia verranno ripristinati solo per poche ore al giorno, così come accade ormai da tempo.
La crisi del carburante in Libano, che proviene per lo più da importazioni estere, è soltanto uno degli aspetti della grave crisi economica che il paese sta attraversando. Molte famiglie non riescono a procurarsi neppure i beni di prima necessità come il pane, il cui costo è aumentato da 1500 lire (c.ca 80 centesimi) a 6 mila lire (3,35 euro) al kg. Tutto questo a causa dell’enorme debito pubblico del paese (174%), ossia del debito che lo Stato ha contratto nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri – quali individui, imprese, banche o Stati esteri – che gli hanno fornito credito.

