“Tutti noi sappiamo quanto si sta bene nella natura, andiamo in vacanza in montagna, al mare e ci sentiamo felici. Dobbiamo seguire questo istinto che abbiamo dentro di noi, l’amore per la Terra. E avremo un futuro bellissimo!”
L’Extinction Rebellion è un movimento che vuole scuotere l’opinione pubblica perché sulla crisi climatica bisogna ascoltare la scienza e agire subito. Sono colorati, creativi, artistici, disobbedienti, ma non violenti.
E’ un movimento nato in Inghilterra, più o meno negli stessi anni in cui Greta iniziava i suoi scioperi. Ci sono piccoli gruppi locali e chiunque può aggiungersi e ognuno può fondare il suo gruppo. Ci sono dei principi base a cui bisogna aderire. Il più importante in assoluto è la non violenza, che deve essere un’attitudine, così come il modo di comunicare non deve essere violento.
Il loro metodo di lotta si basa su azioni spettacolari anche artistiche per attirare l’attenzione della gente. A Milano, in occasione del Pre-Cop 26, l’evento preparatorio alla Conferenza delle Parti sul Cambiamento Climatico, hanno costruito uno struzzo gigante per simboleggiare la situazione in cui ci troviamo. Lo struzzo, infatti, è l’animale che mette la testa sotto la sabbia quando c’è un pericolo, e questo è quello che sta succedendo con Cop26.
Fanno iniziative, spesso provocatorie, di disobbedienza civile. Per esempio il primo aprile in piazza Affari a Milano, ispirandosi all’ultima cena di Leonardo da Vinci, hanno messo in scena l’ultima cena dell’umanità con banchieri ingordi di cibo che scacciavano il vero Gesù e lo sostituiscono con uno falso.
Si ispirano al movimento di Gandhi e Martin Luther King con milioni di persone che scendono in piazza in modo non violento.

