Molti fatti di Gesù, che oggi abbiamo difficoltà a comprendere, sono insegnamenti e spiegazioni del significato della nostra vita, continuo ricordo della presenza di Dio, un pensiero comune ai tempi di Gesù. Molti gesti vengono chiamati «miracoli» perché destano meraviglia, come indica il significato della parola. Egli li compie per far capire quanto diceva. I presenti facevano questo ragionamento: se salva perfino dal dolore e dalla morte vale la pena affidarsi a lui.
Così Gesù compiva la sua funzione «messianica» perché è il Messia, l’Eletto che salva i poveri, gli ultimi, quindi i suoi miracoli diventano una metafora della sua opera di salvezza. Infatti, perché si compia il miracolo egli richiede un atto di fede, solo così salva dalla malattia, dall’epilessia, dalla cecità, dalla morte perché credere fa entrare nella beatitudine della vita eterna.
Tra i miracoli ne scegliamo alcuni, che l’evangelista Giovanni considera segni della gloria di Gesù. Sono eventi pieni di simboli spiegati con le conoscenze teologiche, come per l’episodio di Cana.
E’ facile supporre che la famiglia di Gesù e la giovane coppia fossero parenti. Prima che la festa di matrimonio alla quale partecipano finisse viene a mancare il vino col rischio di un penoso imbarazzo. Maria se ne avvede e invita con tono deciso e fiducioso il figlio d’intervenire, convinta che ha il potere di porvi riparo. Ella sembra non preoccuparsi dell’iniziale rifiuto di Gesù, il quale non resiste all’insistenza piena di fede della madre. La donna si rivolge ai servitori, che sostano confusi presso le giare, e comanda di fare quanto avrebbe detto il figlio, sicura che avrebbe provveduto. Infatti Gesù trasforma l’acqua in vino per la felicità degli sposi. In questa circostanza la sua presenza prova la sua umanità e la capacità di relazione: vive tra la gente e partecipa alle gioie e alle sofferenze dei conoscenti condividendone le speranze.
Per Giovanni quello che avviene a Cana non è solo un segno miracoloso, prova della missione divina, ma racchiude anche allusione ad una realtà superiore rispetto al fatto e ciò capita con maggiore chiarezza negli episodi della moltiplicazione dei pani, della guarigione del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro, nei quali il simbolismo del miracolo è messo in chiaro dalle parole che Gesù pronunzia. Egli manifesta la propria grandezza in un contesto dove il vino deve assicurare piacere ed ebbrezza, così sigla un nuovo patto per una beatitudine anche fisica perché è dolce stare con Gesù; insieme a lui la vita è bella.

