L’estate 2021 è stata segnata da incendi e roghi boschivi, conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, di azioni dolose e di carenze strategiche che il nostro Paese stenta a colmare per tutelare il proprio patrimonio naturale.
Se i disastri ambientali sgomentano, di certo non destano meno preoccupazioni i recenti incendi divampati a Capena, nei pressi di Roma, e a Milano dove il grattacielo dei Moro è stato distrutto dalle fiamme. Famiglie e residenti sono evacuati in tempo.
Non riuscirono invece a scampare al rogo le 72 vittime della Grenfell Tower, il grattacielo che bruciò a Londra nella notte del 14 giugno 2017, a seguito di un corto circuito di un frigorifero; l’incendio si propagò rapidamente per la presenza di materiali ad alto rischio di infiammabilità nei pannelli di rivestimento e nella copertura dell’edificio, utilizzati per ristrutturarlo.
La capitale inglese fu funestata da un altro grande incendio nel lontano 1666: era la mattina del 2 settembre quando il fuoco divampò nella parte antica dell’odierna City, a causa della dimenticanza di un fornaio che aveva lasciato il forno acceso durante la notte. La città bruciò per tre giorni, costringendo 65 mila persone a sfollare. Le fiamme distrussero oltre 13 mila abitazioni, cancellarono chiese e ponti, provocando vittime in una popolazione già fiaccata dalla peste che aveva colpito Londra l’anno precedente il grande incendio.
Oggi, però, grattacieli e palazzi non sono costruiti esclusivamente in legno: se le norme di sicurezza fossero adeguatamente rispettate con l’impiego di materiali ignifughi e impianti antincendio funzionanti, forse smetteremmo di consegnare alle fiamme vite umane e beni materiali.

