Sono a rischio gli abitanti dei fondali marini…uno studio Università Bicocca lo afferma.
L’ecosistema marino è minacciato dagli incendi che colpiscono le aree boschive soprattutto in estate. La combustione di biomassa produce infatti sostanze inquinanti che finiscono per contaminare i sedimenti dei fondali dove vivono gli organismi bentonici alla base della catena alimentare. Lo dimostra uno studio matematico-statistico sul mar Mediterraneo, pubblicato sulla rivista Ecological Indicators dai ricercatori dell’Università Bicocca di Milano.
Gli esperti hanno ricostruito l’andamento spaziale e temporale del rischio per gli organismi che vivono nei sedimenti del Mediterraneo. I ricercatori hanno inoltre studiato le origini della contaminazione nei sedimenti mediterranei.
I risultati indicano che questi inquinanti provengono principalmente dalla combustione incompleta di carbone, legna o benzina e da processi industriali. Tuttavia possono anche essere emessi da fonti naturali come gli incendi boschivi o l’attività vulcanica. I contaminanti possono essere trasportati su lunghe distanze e possono entrare nell’ambiente acquatico attraverso percorsi atmosferici dopo processi di deposizione secca o umida o essere trasportati dalle acque di pioggia verso i corsi d’acqua e quindi in mare.
Hanno constatato che all’aumentare degli incendi, aumenta la contaminazione dei sedimenti marini con un tempo di risposta di tre anni circa. Si tratta di un aspetto nuovo e strategico sul quale riflettere e spingere a una maggiore consapevolezza, per proteggere non solo l’ambiente terrestre ma anche quello marino.
Gina

