Il tema dell’uguaglianza di genere non è una questione da poco: nel mondo manca ancora un’effettiva parità di genere tanto che l’Agenda ONU 2030 ha inserito il raggiungimento di questo obiettivo tra i principali punti strategici da realizzare per favorire l’autodeterminazione di tutte le donne.
Eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne significa promuovere nel mondo una cultura priva di pregiudizi di cui beneficerà l’intera società, se intende perseguire il progresso, la sostenibilità e la pace.
La strada che porta alla piena realizzazione della parità di genere ha conosciuto una tappa fondamentale in quei Paesi che, nella seconda metà del Settecento, furono investiti da processi rivoluzionari durante i quali molte donne furono protagoniste ed elaborarono moderne riflessioni sulla condizione femminile.
Tra le donne testimoni di quegli eventi troviamo Abigail Adams (1744-1818), moglie del secondo presidente americano John Adams, che manifestò le proprie opinioni nelle lettere indirizzate al marito durante la Guerra d’Indipendenza.
Nel marzo del 1776, mentre Adams era impegnato come delegato al Congresso di Filadelfia, Abigail scrisse al marito di non dimenticare, nel nuovo Codice di leggi, le donne poiché non avrebbero rispettato alcuna legge che non le avesse rappresentate. Anche se Abigail non fece sentire la propria voce pubblicamente e la sua richiesta fu ignorata, le sue riflessioni testimoniano l’avanzata del femminismo.
La francese Olympe de Gouges (1748-1793), invece, scelse di comunicare in modo provocatorio: nel 1791, con la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, scosse l’opinione pubblica smascherando l’inganno dell’universalismo dei diritti sbandierato dai rivoluzionari; la Rivoluzione francese, infatti, pur rivolgendosi all’umanità, di fatto si riferiva al sesso maschile, precludendo al genere femminile il riconoscimento dei diritti civili e politici.
Olympe finirà ghigliottinata, ma il suo impegno politico per la difesa dei diritti delle donne le sopravvisse.

