La vita di Giovanni, figlio di Elisabetta e Zaccaria e cugino di Gesù, contrasta molto con i bambini di oggi, che vivono in una agiata condizione. Egli vestiva malissimo: una lacera pelle di cammello fermata da una cintura di corda. Il desiderio di verità gli faceva sopportare ogni prova per combattere contro le egoistiche comodità dei ricchi e affermare il bene e la giustizia. Condannava la vita tranquilla di chi non si curava dei sofferenti, intenti solo ad accumulare ricchezze,che valutavano più importanti della pietà verso Dio. Giovanni era diventato il peggiore nemico di chi aveva potere. Contro di loro egli scagliava minacciose parole di castigo, ordinava di pentirsi cambiando vita a chi chiamava: «Razza di vipere!», convinto che fosse impossibile la salvezza senza pentimento. La vita poteva essere purificata solo mediante la penitenza.
Annunciare ciò era la sua missione, che attirò l’attenzione di Gesù, il quale parlerà però in modo diverso proponendo il suo sublime messaggio di amore per entrare nel regno dell’empatia e della condivisione. Gesù non è disposto a sfoderare, come Giovanni, la spada e minacciare distruzione, è pronto ad offrirsi anche al nemico minaccioso per testimoniare la beatitudine del suo vangelo.
Giovanni aveva abbandonato tutto per vivere nel deserto. Dormiva per terra, mangiava radici e cavallette, si nutriva di miele selvatico. Instancabile, invitava le persone a pentirsi e la sua voce, portata dal vento, rimbombava tra le rocce. Donne e uomini lo raggiunsero nelle anse del fiume Giordano per ascoltare il suo invito alla conversione e farsi battezzare. Alcuni, confusi, si chiedevano se non fosse lui il messia, ma Giovanni li smentì. Egli spiegò che lui preparava la via per chi doveva venire a salvarli. Infatti, rispetto a lui che battezzava solo con l’acqua, lo avrebbe fatto con lo Spirito e il fuoco e così avrebbe pulito ”l’aia per raccogliere il frumento nel granaio.”
Tra la folla, nei pressi del fiume, un giorno si trovò anche Gesù, che nel frattempo aveva deciso di lasciare Nazareth per iniziare la missione. Chiese di essere battezzato. Giovanni non voleva perché non si sentiva degno. Gesù insistette. Per lui quel rito era una sorta di passaggio del testimone. Gesù iniziò da qui divenendo il Cristo che salva. Giovanni si contentò di rimanere solo il Battista. Ultimo dei profeti, egli ha il merito di aver battezzato il Messia e compiuta in pieno la missione di voce decisa a rimproverare potenti insignificanti e poveri ricchi, indifferenti al sacro e, di fatto, nemici di Dio. Tra costoro si distingueva Erode Antipa, che Giovanni redarguiva per la illecita relazione con la moglie del fratello. Il profeta divenne un doloroso pungolo per chi, nel gestire il potere, era avido di denaro e indisponibile a fare giustizia ai deboli. Per questo, su istigazione di una donna che lo odiava, Giovanni fu ucciso per un futile motivo che scandiva l’inutile vita di quei potenti. Ma Giovanni non ha cessato di gridare, ancora oggi ci invita ad ascoltare ciò che Gesù ha da dire.
Luigi Rossi

