Oggi vi voglio raccontare la storia di una vecchia amica di nome Livia, detta Lon.
Lon era una contadina. Viveva e lavorava su un piccolo fazzoletto di terra di proprietà della sua famiglia insieme a suo fratello Sigfrido, detto Frido.
Un giorno Lon e suo fratello furono costretti a trasferirsi in città perché il governo del loro paese aveva acquistato tutte le terre agricole per costruirci delle officine, per coprirle di serre o stiparci degli animali in recinti strettissimi.
In città trovarono un piccolo appartamento, ma non era niente in confronto al loro casolare in campagna, non certo in ottime condizioni, ma pur sempre grande e spazioso. Per di più i due fratelli, per il modo in cui parlavano e per come vestivano, con i loro abiti larghi e comodi per lavorare la terra, erano derisi dalla gente di città, molto attenta alla moda e alle nuove tendenze.
Lon veniva schernita ovunque andasse, anche nella fabbrica dove aveva cominciato a lavorare per pagarsi da mangiare. Però, invece di abbattersi come suo fratello, che era diventato più brontolone del solito, pensò a un modo per trasformare quelle risate di scherno a proprio vantaggio.
Allora convinse Frido ad accompagnarla nella piazza più vicina. Portarono con sé i loro vecchi attrezzi da contadini e cominciarono a fingere di utilizzarli sulle pietre e sull’asfalto come avrebbero fatto normalmente con le zolle di terra; iniziarono anche a litigare per finta, come facevano quasi ogni giorno in fattoria.
Vedendoli comportarsi in quel modo, assurdo per dei cittadini, le persone si fermavano a osservarli formando dei capannelli numerosi e cominciavano a ridere.
Certo, ridevano sempre di loro, ma stavolta era diverso, perché questa volta lo facevano apposta.
La piccola Lon capì che quel gioco poteva funzionare e che potevano farlo tutti i giorni, inventando delle scenette sempre nuove e divertenti, come aveva visto fare alle carovane di saltimbanchi che spesso passavano per il villaggio dove vivevano.
Lon e Frido divennero degli artisti di strada e da allora si esibirono ogni giorno alla stessa ora allietando le persone che, passando di lì, andavano o tornavano dal lavoro.
Qual è il senso di questa storia? Vi chiederete. Ve lo spiego la prossima volta, abbiate solo un po’ di pazienza.
Cicciomede
[Copertina di Ivo Guderzo – ErrareUmano.org]

