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In una calda mattina d’estate, i bambini del Campo Estivo “Sole, Mare e Fantasia” stavano giocando sotto un grande ulivo quando sentirono una musica allegra.“Ridere allunga la giornata.”
Zi’ Michele strizzò l’occhio.
«Questo non è un proverbio antico… ma credo che dovrebbe diventarlo!»
Tutti applaudirono.
Arrivarono infine sulla spiaggia.
Le onde portavano avanti e indietro una bottiglia di vetro.
Dentro c’era l’ultimo proverbio.
Per prenderlo bisognava completare una frase.
Zi’ Michele disse:
«L’unione…»
I bambini risposero in coro:
«…fa la forza!»
La bottiglia si aprì da sola.
Il cartellino uscì svolazzando e si posò nel sacco.
All’improvviso il sacco iniziò a gonfiarsi.
Prima piccolo.
Poi grande.
Poi grandissimo.
Dal suo interno uscirono centinaia di foglietti colorati.
Ogni foglietto conteneva un proverbio, un detto o una frase piena di saggezza.
Zi’ Michele era felicissimo.
«Avete salvato il tesoro delle parole!»
«Ma ricordate una cosa.»
«I proverbi non servono per impararli a memoria.»
«Servono per riflettere, sorridere e ricordare le esperienze di chi è vissuto prima di noi.»
Prima di salutare, regalò a ogni bambino un cartoncino.
«Ora tocca a voi.»
«Inventate un proverbio dell’estate.»
Le idee arrivarono subito.
«Chi condivide il secchiello trova sempre un amico.»
«Con un sorriso il sole splende due volte.»
«Ogni conchiglia raccolta racconta un’avventura.»
Zi’ Michele li scrisse con cura nel suo grande libro.
Poi si rimise la chitarra sulle spalle.
Salutò tutti con una canzone.
«Le storie finiscono…
i proverbi restano…
e ogni bambino che li custodisce…
diventa un piccolo cantastorie.»
Con un ultimo sorriso imboccò il sentiero tra gli ulivi.
I bambini lo salutarono agitando le mani.
Per un attimo sembrò che il vento portasse ancora la sua voce:
«Ricordate…
chi ascolta una storia diventa più ricco.
Chi la racconta…
la fa vivere per sempre.»

