Se c’è un gioco che appassiona da sempre i bambini, questo è il calcio balilla: che sia al bar, in spiaggia, all’oratorio o a casa propria, non importa; se c’è un biliardino, c’è divertimento.
Ricostruire la storia di questo gioco non è cosa semplice: sembra che sia stato inventato in Germania da Broto Wachter tra gli anni ’20 e ’30 e contemporaneamente anche in Francia vennero realizzati i primi tavoli da gioco; nello stesso tempo a Barcellona, Alejandro Finisterre inventò e perfezionò il calciobalilla nella sua versione più moderna con degli omini sagomati, registrando il brevetto nel 1937.
L’idea tedesca nacque nel tentativo di trasporre il calcio in un gioco da tavolo, tra i giocatori nei bar e club che si riunivano per festeggiare le vittorie o dimenticare le sconfitte delle numerose squadre di calcio locali. Questa versione pocket del calcio ebbe una diffusione così rapida che in breve tempo ogni club era dotato del proprio kicker, questo infatti è il nome tedesco per indicare il calciobalilla.
Bisogna attendere la fine degli anni ’60 affinché si sviluppi un certo successo dato dalle migliaia di soldati americani che ritornando in patria dall’Europa portarono con loro il gioco del calciobalilla, tanto che all’interno delle basi militari ogni sala per il tempo libero aveva almeno di un paio di tavoli. Da allora la fama del calcetto si è diffusa fino a diventare uno dei più popolari e redditizi per il commercio degli articoli a gettoni.
Il calciobalilla è considerato in tutto il globo terrestre un vero sport con tanto di club e scuole, federazioni e associazioni nazionali, nonché un campionato mondiale e gare internazionali con montepremi vertiginosi.
In questa simpatica attività si simula una partita di calcio attraverso un tavolo da gioco con sponde laterali e con delle stecche mobili alle quali sono attaccate le sagome dei giocatori, detti ometti. Lo scopo del gioco è colpire la pallina con gli ometti e fare goal nella porta avversaria; si può giocare in singolo oppure a coppie composte da un difensore e un attaccante.
Il difensore manovra due stecche, quella con l’omino del portiere e quella con i due ometti della difesa, mentre l’attaccante manovra a sua volta due stecche, quelle dell’attacco composto da tre ometti e la linea mediana composta da 5 ometti. Insomma, un vero e proprio campo di calcio in miniatura.
L’inizio della partita vede la pallina ferma in zona difesa, ma una volta dichiarato il “via” la pallina deve essere lanciata verso la porta avversaria e toccare almeno una volta la sponda del campo. Dopo ogni gol la partita riprende dalla difesa della squadra che ha subito il gol.
La regola consente un possesso palla di non oltre 10 secondi con passaggi tra omini della stessa stecca o di stecche diverse, dopodiché è obbligatorio fare un tiro altrimenti si commette fallo.
Altri falli possono essere il ruotare la stecca oltre i 360°, oppure far saltare la pallina con una stecca, o ancora trascinare la pallina con l’ometto prima del sito. Nel caso la pallina entra in porta e ne esce fortuitamente, il gol è comunque valido, mentre nel momento in cui la pallina si dovesse fermare in una zona del campo non raggiungibile da nessun mini giocatore, si riparte dalla difesa di chi aveva subito l’ultimo gol.
Ricerca scientifiche affermano che giocare a biliardino almeno per 45 minuti, compensa la richiesta di movimento fisico raccomandato dalle linee guide per restare in buona salute, grazie al dispendio energetico che arriva dal movimento delle braccia e dall’attenzione costante concentrata sul gioco e sui movimenti degli altri giocatori.
Grazie a questi fattori positivi per la salute fisica e mentale il biliardino ha una valenza riabilitativa perché tonifica spalle e braccia, allena i riflessi e la coordinazione motoria oltre che l’attività cardiaca. A conti fatti, il biliardino è divertente, fa bene alla salute e all’amicizia, what else?

