Alzi la mano chi non ha mai provato a giocare con uno yo-yo, il simpatico gioco che sale e scende mettendo in risalto la velocità e l’agilità di chi ne comanda il filo.
Protagonista tra i classici articoli di giocoleria, lo yo-yo affascina grandi e bambini per le incredibili acrobazie che si possono fare; può essere in semplice legno, oppure tecnologici, in metallo o luminosi, perfetti per le più divertenti evoluzioni.
Si ritiene che lo yo-yo ponga le sue radici in Cina, e molto probabilmente arrivò da lì fino in Grecia dove sono state rinvenute le prime tracce storiche in documenti del 500 AC.
Diversi sono i reperti storici che rappresentano l’uso dello yo-yo; questa scena, dipinta da un noto ceramista conosciuto come il “Pittore di Pentesilea”, raffigura un ragazzo intento nel suo gioco e l’oggetto con cui si diletta viene chiamato “rocchetto”.
In Europa, lo yo-yo arrivò nel XVIII secolo in Inghilterra come una curiosità orientale col nome di bandilor, mentre a Parigi fu presentato nel dicembre 1791 come joujou de Nomadie.
Bisognerà attendere il 1866 per il primo brevetto ufficiale arrivato dal governo americano, ma allo stesso tempo, lo yo-yo rimase nell’anonimato fino a che un imprenditore di nome Donald Duncan intravide le potenzialità di questa nuova moda.
I seventies con le loro mode simpatiche e alternative permisero la ribalta dello yo-yo con una serie di innovazioni tecnologiche che determinarono l’evoluzione del gioco: fu progettato un cuscinetto a sfera che permetteva allo yo-yo di girare per molto più tempo rispetto ai modelli ad asse fisso classici; inoltre, l’asse era “frizionato” per mezzo di pesi che permetteva di tornare da solo verso la mano del giocatore quando cominciava a rallentare. Insomma, una marcia in più!
Gli anni ’90 portarono la nascita dello yo-yo moderno dove il materiale scelto era l’alluminio e le prestazioni erano elevate: grazie al cuscinetto a sfere di cui era dotato era possibile effettuare degli sleeper molto lunghi e che poteva anche ritornare. L’insieme di queste innovazioni hanno portato alle attuali versioni dello yo-yo e ai campionati nazionali e internazionali a cui partecipano numerosi appassionati.
Ad oggi, lo yo-yo è un giocattolo conosciuto da tutti i bambini composto da due coppe connesse tra di loro da un asse e fornito di un cordino, usato per farlo girare e controllarlo. Di solito, il cordino è attaccato da una parte all’asse dello yo-yo mentre l’altra è legata al dito medio della mano del giocatore.
Normalmente quando uno yo-yo viene lanciato, “sleeppa” alla fine del cordino, mentre quando il giocatore strattona il cordino lo yo-yo ritorna nella sua mano, usando l’inerzia accumulata durante la rotazione.
Usare uno yo-yo richiede agilità nel movimento del polso, concentrazione e abilità; in primis si infila il dito nell’ asola dell’estremità esposta del filo dello yo-yo. Lasciando cadere la rotella e richiamandola verso la mano con un movimento preciso del polso al momento opportuno, si fa in modo che la rotella, girando dal punto più basso, continui a girare e risalga avvolgendo il filo.
Attualmente, le tendenze più diffuse per questo gioco sono: lo yo-yo professionale con un cuscinetto stretto e corda magica che permettono l’aumento della velocità, lo yo-yo gioco luminoso che incorpora anche LED luminosi ed infine, lo Spinstar Yo-yo ideale per il gioco veloce.
Dato che lo yo-yo richiede una particolare attività mentale, permette di sviluppare la concentrazione già in tenera età, mentre per gli adulti favorisce a liberare lo stress, ad aumentare la concentrazione favorendo anche una predisposizione allo sviluppo della capacità di risolvere i problemi.
Insomma, tra un lancio e l’altro si possono ottenere solo tanti benefici, quindi perché non provare?

