Ciurma armatevi di un foglio di carta e di una matita…abbordaggio!
Ecco, basta solo questo per giocare a battaglia navale, magari con un po’ di strategia e tanta fortuna che servono invece per vincere.
Per ricercare le origini di questo simpatico gioco di strategie nautiche bisogna tornare indietro nel tempo, quando agli inizi del Novecento le flotte non manovravano più in battaglia e si sparavano da lontano.
Le radici di battaglia navale affondano nel gioco francese L’Attaque diffuso durante la prima guerra mondiale. La prima versione commerciale del gioco venne lanciata nel 1931 dalla Starex Novelty Co. col nome di Salvo, divenuto molto popolare quando apparve nel 1943 tra le pubblicazioni di intrattenimento americane della Milton Bradley Company, che nel 1967 lo pubblicò come gioco da tavolo, per poi realizzarne una versione elettronica nel 1977.
Per sfidarsi a questo classico gioco di strategia per bambini servono innanzitutto carta e matita per disegnare quattro griglie (due per ogni giocatore), composte dallo stesso numero di caselle. Ogni casella sarà identificata da una coppia di coordinate, corrispondenti alla riga e alla colonna: le lettere identificheranno le righe e i numeri le colonne
Preparate le griglie, i giocatori si accorderanno su quante navi disporre e di quali dimensioni: in particolare le navi saranno:
-1 Nave da 4 caselle
-2 Navi da 3 caselle
-3 Navi da 2 caselle
-4 Navi da 1 casella
Deciso ciò, si passa al posizionamento delle navi su una delle griglie, che bisognerà tenere nascosta all’avversario durante tutta la durata del gioco. Ogni nave occuperà un certo numero di quadretti adiacenti in linea retta, in orizzontale o in verticale. La regola fondamentale è che due navi non possono mai toccarsi.
Organizzate le posizioni delle navi, il gioco procede a turni. Il giocatore di turno “bombarda” lo spazio navale avversario dichiarando le coordinate di una casella scelta, per esempio “D-7”. L’avversario controllerà sulla propria griglia se la casella nominata è occupata da una sua nave: se lo è, risponderà “colpito!” contrassegnando quel quadretto sulla propria griglia; in caso negativo, dirà semplicemente “mancato”, senza svelare quale tipo di nave sia stata colpita né tanto meno dove si trovino le altre.
La seconda tabella a disposizione di ciascun giocatore servirà a prender nota dei colpi che sono stati sparati e dei loro esiti.
Solo quando un colpo centra l’ultima casella occupata da una nave, il giocatore che ha subito il colpo dirà “colpito e affondato!”. Così vince il giocatore che per primo affonda tutte le navi dell’avversario.
Per giocarci, però, bisogna conoscere i numeri e l’alfabeto per poter sfruttare le coordinate cartesiane che affinano le capacità logiche e spaziali.
Nella tradizione francese, oltre a “colpito” o “mancato” si dice anche “in vista” quando si spara in una casella adiacente a una nave, mentre negli Usa, si infilano tre colpi a turno, e l’avversario dice quanti, ma non quali, hanno centrato e su quali navi.
Insomma, con un pizzico di strategia e pochissimi elementi è possibile diventare il re dei mari di questo gioco.

