La matrioska è una bambola che non ha bisogno di presentazioni. Questo tipico souvenir caucasico, raffigurante bambine o donne paffute è diventato il simbolo del territorio russo. La caratteristica unica di queste bamboline di legno è quella di esser composte da 2 pezzi di legno ciascuna che si incastrano. Se schiudiamo le due metà, troviamo una seconda bambola, che a sua volta ne contiene un’altra ancora, e così via fino all’ultima, il “seme”: un pezzo unico e indivisibile.
In una società matriarcale come quella russa, Matrioska è una parola utilizzata come diminutivo del nome Matrena, letteralmente ‘matrona’, capofamiglia femminile. La matrioska rappresenta simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata con un collegamento alla fertilità della terra e della donna, rappresentando le dinamiche delle famiglie molto numerose, tra nonne, bisnonne, zii, nipoti e pronipoti.
Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina, un bambino fino all’ultima figura, quella di un neonato in fasce.
La prima “Matrioska”, parola dal latino mater (madre), vestiva i panni tradizionali di una contadina russa: una camicia ricamata, il grembiule, un foulard colorato legato in testa e un gallo nero tra le mani. Dentro di sè, la Matrioska accoglie le “figlie” più piccole, simili ma diverse tra loro, simbolo di fecondità, della forza materna e del legame stretto della famiglia.
Nella tradizione russa, questo oggetto prezioso veniva regalato ai novelli sposi come augurio di prosperità e fertilità; poteva contenere da 5 a decine di elementi.
È solo dall’inizio del Novecento che la Matrioska compare nella cultura russa, precisamente nel laboratorio artigianale di Savva Mamontov, un famoso industriale, mercante e mecenate di arti russo, che diede vita ufficialmente alla bambola da 8 pezzi nel 1890, con l’aiuto del pittore Sergey Maljutin e del falegname Vasilij Zvezdochkin; si pensa che la creazione della bambola russa possa essere stata ispirata dalle scatole cinesi. Queste creazioni ebbero subito notevole successo tra la popolazione perché non solo le famiglie aristocratiche potevano averle, ma tutta la popolazione dei contadini e dei ceti più poveri poteva tenere in mano una bambola russa. Il successo arrivò molto presto perché nel 1900 all’Exposition universelle de Paris, la Matrioska vinse la medaglia di bronzo e fu conosciuta in tutto il mondo.
Per realizzare una buona Matrioska, si usa il tiglio ma anche il legno di betulla, di pioppo o di larice, che la rende resistente e durevole nel tempo, mentre lo stile di pittura utilizzato è diverso a seconda delle zone di produzione. Solitamente queste bambole raffigurano una donna con addosso con uno scialle e un sarafan (abito tradizionale russo) e sono dipinte con 3 o 4 colori, rosso, giallo e verde; essendo dipinte a mano, non ne esiste una uguale all’altra. La prima parte ad essere realizzata è la bambolina più interna che non si può più dividere, poi si realizza il successivo leggermente più grande in modo da poter contenere il precedente e così via. Ogni matrioska è composta da un minimo di 3 bambole fino ad un massimo di 60.
La matrioska più grande del mondo è stata costruita nel 2003 negli Stati Uniti ed è composta da 51 pezzi. Nel corso del tempo, oltre alla matrioska classica ne sono state realizzate di nuove rappresentanti personaggi delle favole, protagonisti dei grandi romanzi russi, personaggi politici e storici.
In Russia, chi desidera una matrioska personalizzata può far raffigurare sulla popolare bambola sè stesso e la propria famiglia, come un vero e proprio albero genealogico.

