Il Padel può essere considerato come il fratello piccolo del Tennis, che però ad un tratto è cresciuto diventando bello, affascinante, e molto cool, così tanto da essere sotto gli occhi di tutti. Si gioca a Padel perché il piacere di divertirsi con una disciplina comoda e semplice, amata soprattutto da chi trova il tennis troppo faticoso; non richiede particolare esperienza e preparazione atletica: basta un po’ di dimestichezza e voglia di giocare.
Il Padel, o Paddle tennis, è un mix tra il tennis e lo squash giocabile in due squadre composte da due giocatori, in un campo dove la palla può rimbalzare su una parete di vetro o sulla rete metallica che circonda il campo. Nato dapprima in maniera casuale ed amatoriale, è cresciuto molto nel corso degli anni raggiungendo livelli agonistici.
Nacque negli anni ’70, in Messico, quando Enrique Corcuera, cittadino della buona società costruì un campo nella propria residenza per giocare a tennis, ma le dimensioni ridotte dello spazio a disposizione lo costrinsero a realizzare un campo più piccolo di quello regolamentare, delimitato da strutture in cemento e rete metallica. Quello sarebbe diventato il primo campo da padel, un mini campo da tennis che conserva, ad oggi, le stesse caratteristiche. Il gioco poi fu regolamentato e messo a punto da Corquera che pubblicò il primo libro contenente le regole dal titolo “Paddle Corquera”.
La moda del Padel giunse dapprima in Spagna, dove un principe si fece costruire un campo uguale a quello di Corcuera nel proprio hotel permettendo ai propri ospiti di conoscere e praticare questo sport, che divenne subito famosissimo nella Penisola Iberica. Il successo arrivò anche in Messico, Argentina, Regno Unito e Stati Uniti. Il primo a importare il Padel in Italia fu un giocatore argentino, Martin Calvelo, che all’inizio degli Anni 90 costruì due impianti nella campagna di Costabissara, in provincia di Vicenza.
Le regole del padel sono simili a quelle del tennis, ma con alcune differenze: dapprima si gioca solo in doppio, due contro due, e non in singolo come a tennis, la palla può rimbalzare anche sulla parete di fondo, prima che il giocatore la reindirizzi nel campo avversario, e la considera fuori solo se colpisce le pareti laterali. A variare, rispetto al tennis, sono anche le caratteristiche del campo che oltre ad essere molto più piccolo, si distingue anche nel materiale della superficie, cemento o materiale sintetico anziché erba o terra rossa; caratteristica è la presenza di pareti che circondano il campo, mentre nel tennis non esistono barriere. Le palline da tennis o da padel sono simili tranne che per la pressione interna: in una palla da padel è inferiore per rendere lo strumento più morbido e adatto a scambi prolungati; la racchetta si chiama pala, è senza incordatura, con il piatto rigido forato ed è molto più piccola rispetto alla racchetta da tennis. A racchetta impugnata, prima si fa rimbalzare la pallina nella propria area di battuta per poi colpirla all’altezza della vita e spedirla nel settore opposto in diagonale. La partita è iniziata.
A padel si fa punto quando la palla colpisce il campo avversario, ma anche quando tocca una delle pareti dell’avversario e rimane nel campo opposto. A rendere spettacolare il tutto sono i recuperi funambolici: i giocatori possono uscire dal campo, attraverso gli accessi laterali, pur di colpire la palla, a meno che non sia rimbalzata a terra per due volte consecutive.
Ad oggi è lo sport con il più alto trend di crescita al mondo, secondo sport più praticato in Spagna dopo il calcio, riconosciuto e promosso in Italia dalla F.I.G.P. (Federazione Italiana Gioco Padel), nonché si contano almeno 12 milioni di giocatori distribuiti in 78 paesi. E’ uno sport adatto a tutti, bambini e uomini e donne di tutte le età, non è costoso e tanti sono i benefici che derivano dal praticare padel: facilita la socializzazione, stimola la complicità, migliora l’agilità e la resistenza fisica.
Non resta che provare. Siete pronti?

