Il 4 luglio ricorre la festa nazionale più sentita negli USA: il Giorno dell’Indipendenza. A quando risale questo evento?
Le 13 colonie inglesi del Nord America, sorte nel corso del Seicento con tempi e modalità diversi, nonostante le differenze socio-economiche, erano accomunate dal loro rapporto con la madrepatria. Le colonie americane, infatti, non avevano alcun rappresentante al Parlamento di Londra ed erano obbligate a esportare le loro materie prime solo in Gran Bretagna, da cui dovevano acquistare tutti i prodotti lavorati. Quando il governo inglese decise di aumentare le tasse ai coloni per rifarsi delle spese sostenute nella Guerra dei Sette anni, si creò un forte clima di tensione con la madrepatria che trasformò i contrasti economico-fiscali in una questione politica: si giunse così alla Guerra d’Indipendenza (1775-1783), chiamata anche Rivoluzione americana che, grazie all’aiuto degli Stati europei interessati a trarre vantaggi da una sconfitta inglese, si concluse con la nascita degli Stati Uniti d’America.
L’aspetto più rivoluzionario di questo conflitto è rappresentato dalla Dichiarazione d’Indipendenza: questo documento, stilato da una commissione di intellettuali, tra i quali Thomas Jefferson e Benjamin Franklin, e approvato dal Congresso di Filadelfia il 4 luglio 1776, fondò un nuovo Stato sui princìpi della sovranità popolare e dell’uguaglianza e sui diritti inalienabili di ciascuno alla vita, alla libertà e alla felicità. La Dichiarazione, basata sui princìpi fondamentali dell’Illuminismo, anche se adottava una concezione limitata di “uguaglianza” che non includeva le donne, i neri e le popolazioni indigene d’America, divenne il modello delle future Costituzioni democratiche.

