Il cristianesimo è una religione a carattere universalistico, nata quasi 2000 anni fa in Palestina e fondata sulla rivelazione, sull’insegnamento e sulla predicazione di Gesù di Nazareth. Pur non essendo la più antica tra le religioni (per esempio il Buddismo è nato secoli prima) è però quella con il maggior numero di fedeli, che ad oggi sono circa 2,1 miliardi. Come l’ebraismo e l’islamismo, è una confessione monoteista, che crede nell’esistenza di un unico Dio, creatore e rivelatore di un messaggio di salvezza. Ma a differenza delle altre credenze, che non riconoscono Gesù come il Messia, essa presenta dei segni distintivi ben precisi. Confessa, cioè, la fede nel Dio trinitario (cioè Uno e Trino, ossia Padre, Figlio e Spirito Santo) e in Gesù Cristo, Figlio di Dio, inviato dal Padre per diffondere la sua parola e per salvare l’umanità con la sua morte e resurrezione.
Pur essendo vero Dio, Gesù il Nazareno era anche vero uomo. Era ebreo, nacque a Betlemme, in Giudea, più di duemila anni fa, anche se poi visse a Nazaret, città nella quale, insieme al padre Giuseppe, lavorò come falegname prima di lasciare la famiglia. Verso i trent’anni, dopo aver ricevuto il Battesimo da suo cugino Giovanni Battista, iniziò a predicare con autorità, esortando il popolo giudeo a credere in Dio e a convertirsi per entrare nel suo Regno.
I cristiani, che diventano tali attraverso il Battesimo e sono chiamati a partecipare attivamente e con fede ai sacramenti e alle celebrazioni liturgiche, riconoscono, infatti, Gesù come Salvatore del mondo e Messia, cioè il Cristo, l’Unto dal Signore. Egli è per essi il Figlio del Dio d’Israele che, nato dalla Vergine Maria, compì, nel corso della sua vita terrena, molteplici miracoli, annunciò la venuta del Regno del Padre, fu arrestato, morì in croce per poi risorgere il terzo giorno, apparire ai suoi, ascendere al cielo e mandare, infine, lo Spirito Paraclito.

