Si stima che la popolazione dell’Ue di tutte le specie di uccelli comuni sia diminuita
In 40 anni in Europa sono scomparsi dai 600 ai 900 milioni di uccelli
Sono diventati sempre meno numerosi nei nostri cieli: il passero domestico, la ballerina gialla, gli storni e le allodole
Dal 1980 in Europa sono spariti tra 600 e 900 milioni di esemplari di specie più comuni di uccelli. Il passero domestico è quello più penalizzato, 247 milioni di esemplari in meno rispetto a 40 anni fa. Tra essi ci sono anche le specie migratorie a lunga distanza, quali la silvia e la ballerina gialla.
Nello stesso tempo 203 specie di uccelli, che vivono in ambienti più salubri, sono in aumento. Tra i comuni ci sono il lupino, il pettirosso, la capinera, il colombaccio, il merlo, lo scricciolo, il cardellino, e la cinciarella. Tra i rapaci l’aquila dalla coda bianca, il falco pellegrino, il falco di palude, la poiana, e l’aquila reale che sono considerate specie rare quindi il loro numero è ancora limitato.
Le specie maggiormente colpite sono quelle associate alle attività agricole perché l ’uso dei pesticidi uccidono gli insetti di cui si cibano gli uccelli.
Per i ricercatori, il vertice della Convenzione Onu sulla diversità biologica in agenda nel 2022 sarà cruciale per costruire un quadro solido di prevenzione delle estinzioni e per recuperare l’abbondanza perduta di molte specie.
Gli scienziati affermano che i rapaci sono in aumento perchè hanno beneficiato di una maggiore protezione e riduzione dei pesticidi nocivi e della caccia, oltre a specifici progetti di ripristino delle specie.

