Con i discepoli e alcune delle donne Gesù lasciò Betania per andare a Gerusalemme. Lungo il cammino si unì gente di ogni età, tutti lo osannavano, qualcuno chiedeva di essere guarito. Entrò in città tra due ali di folla che agitava rami di palma per omaggiarlo come un re e gridava «Benedetto chi viene nel nome di Dio. Pace e gloria nel più alto dei cieli».
Alcuni farisei, sentendo quelle parole, gli dicono di rimproverarli perché bestemmiavano e temevano nel vedere che si dirigeva verso il tempio. Arrivato alla spianata dove si ammassavano fedeli, mendicanti e mercanti che vendevano il necessario per i sacrifici, Gesù fissò i cambiavalute, pronti a cedere con lucro monete ebraiche, le uniche che potevano circolare nel tempio, e gridò: «Voi avete fatto della mia casa un covo di ladri!». Rovesciò i banchi creando una indescrivibile confusione. I sacerdoti compresero che le critiche erano rivolte a loro e decisero di convocare «il sinedrio», il loro senato, per stabilire che fare: la gente lo amava, andava perciò eliminato per conservare il potere e controllare la vita della gente.
Ospite di amici, in molti lo visitavano, anche spie dei sacerdoti e farisei. Gesù non faceva distinzioni, incontrava tutti, anche se percepiva il pericolo. Di sera si recava a Betania. Qui per ringraziarlo per quanto aveva fatto a Lazzaro, le sorelle organizzarono un banchetto. Le due donne avevano caratteri diversi: una indaffarata per le premure agli ospiti, l’altra più riflessiva. La differenza di mansioni a volte creava incomprensioni tra sorelle. Quella volta Marta chiamò direttamente in causa Gesù: «Non t’importa che mia sorella mi lascia sola a servire? Dille di aiutarmi». Ma la risposta la sorprese: «Tu ti affanni per molte cose e dimentichi che una sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Le parole non sono un ingeneroso rimprovero, ma invito a riflettere e a non perdere la «parte migliore» della propria esperienza di vita. L’episodio, che sa di rivoluzionario, dimostra la modernità di Gesù se si considerano le convinzioni nella Palestina di duemila anni fa. Maria è presentata come una donna che pensa, non soggetta al ruolo femminile di servizio.
Durante la cena, forse percependo qualcosa di imminente, Maria si mostrò particolarmente gentile. Prestava attenzione ad ogni parola del Maestro per la sensazione che sarebbe stata l’ultima occasione per ascoltarlo. Prese un vaso di costoso profumo di nardo e lo versò sui piedi di Gesù. Giuda protestò, ritenendolo uno spreco. Maria, indifferente al rimprovero, asciugò con i capelli i piedi di Gesù, mentre un profumo intenso si diffondeva per la casa. Gesù, approvandolo, diede al gesto un significato profetico. La considerò una unzione simile a quella per i defunti, un saluto che anticipava ciò che stava per avvenire.

