La California, terra di sogni e di speranze giovanili, è il luogo in cui si sono sviluppati alcuni dei movimenti controculturali più noti dell’America della seconda metà del Novecento. Nel corso degli anni Sessanta la superpotenza americana, impegnata a sfidare l’Unione Sovietica sul piano tecnologico e a inviare soldati in Vietnam, vide crescere un movimento di protesta giovanile rivolto contro la società dei consumi, il conformismo e il crescente impegno americano nel conflitto in Vietnam.
La California divenne la terra della cultura hippy e della “rivoluzione dei fiori”: i giovani, rifiutando le convenzioni e lo stile di vita borghesi, cercarono valori alternativi al denaro e al profitto, ricercando sé stessi, la pace, l’amore, la libertà attraverso uno stile di vita comunitario. Questo movimento giovanile ebbe rapida diffusione e trovò un importante fattore di coesione nella musica.
Tra il 15 e il 18 agosto 1969 si svolse a Bethel, cittadina dello stato di New York, il raduno di Woodstock, città nota per le sue attività artistiche.
Il raduno, in origine “An Aquarian Exposition: 3 Days of Peace & Music”, rappresentò l’apice del movimento hippy e la sua speranza di cambiare il mondo, nonostante il susseguirsi di eventi tragici, come l’assassinio di Martin Luther King e di Robert Kennedy, l’acuirsi dello scontro razziale in America e il dramma della guerra del Vietnam. Il rock fu protagonista indiscusso della manifestazione che richiamò più di 400 mila partecipanti, band e artisti entrati nel mito, come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Joan Baez e Joe Cocker.
La cultura hippy e Woodstock continuano a esercitare fascino e influenza sul nostro immaginario attraverso i valori, gli ideali e la musica di cui furono ispiratori.

