L’abbiamo conosciuta che presidiava con il suo cartello il Parlamento svedese, l’abbiamo ascoltata brutalizzare verbalmente l’Assemblea generale dell’Onu, i grandi dell’economia riuniti a Davos, i deputati europei a Bruxelles. Ora, in un’intervista a Green and Blue, la diciottenne Greta Thunberg, pur continuando denunciare la gravità della situazione in cui ci siamo cacciati, prova a indicare la strada per uscirne.
Quando pronuncia quella parola, “speranza”, diventa chiaro che qualcosa è cambiato.
L’occasione dell’incontro è un documentario realizzato dalla Bbc e ora trasmesso in Italia da Sky Nature: la troupe l’ha seguita mentre viaggiava in alcuni luoghi del mondo colpiti dalla crisi climatica. Per capire che impatto avrà su di noi, sulle persone, sugli ecosistemi. Ma anche per individuare le possibili soluzioni.
Si rivolge ai tanti ragazzi che l’hanno individuata come guida del movimento Fridays for Future: “Abbiate pazienza: arriverà presto il momento in cui torneremo in piazza. La pandemia non ha cancellato la crisi climatica, l’ha resa solo meno urgente agli occhi dell’opinione pubblica”. E non ripudia la disobbedienza civile: “E’ una buona cosa, se fatta in modo da arrecare alla società più benefici che danni”.
Critica gli Stati Uniti e l’Europa, ancora troppo timidi nelle loro politiche climatiche. E non crede a soluzioni fantascientifiche, tipo la colonizzazione di Marte da parte degli umani: “E’ una prospettiva affascinante, ma forse prima di trovare un altro pianeta dovremmo avere cura di quello che ci ospita”.

