Uno studio Unesco lo conferma su 9.500 fioriture algali nel mondo. Il Mediterraneo tra i mari più colpiti, 250 le specie di fitoplancton che producono tossine pericolose
Nei giorni scorsi un’ondata di mucillagini ha investito il mar di Marmara in Turchia, non lontano da Istanbul. Quest’ultimo episodio, legato all’abnorme sviluppo di certi tipi di alghe che rilasciano sostanze tossiche, rientra in pieno nei casi che compongono un grande studio diffuso dall’Unesco e dall’International Oceanographic Commission in occasione della Giornata mondiale degli oceani. Si tratta di un’analisi dettagliata durata sette anni compiuta da 109 scienziati di 35 nazioni che hanno studiato 9.503 episodi di fioriture algali tra il 1985 e il 2018.
Il risultato è sconcertante: gli HAB (Harmful Algal Bloom, fioriture algali nocive) sono legati in gran parte agli allevamenti di pesci, crostacei, molluschi, allo sfruttamento marino e allo sviluppo costiero con città, porti, insediamenti turistici. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications Earth & Environment. Degli episodi classificati, oltre 3.500 sono avvenuti lungo le coste europee e altri 702 nel Mediterraneo. Tra le circa 10 mila specie classificate di fitoplancton marino, 250 possono produrre tossine nocive per la salute umana e per gli altri.
Le tossine emesse possono provocare autentiche stragi tra gli allevamenti di pesci e molluschi. Il prodotto più evidente degli Hab sono le mucillagini che infestano le coste. Gli allevamenti marini sono aumentati di sedici volte nel periodo preso in esame, passando da una produzione di 11,35 milioni di tonnellate nel 1985 a 178,5 milioni nel 2018.
Gina Chiacchiaro

