Il colore originario della carota non era arancione
La carota non è sempre stata di colore arancione… e il suo cambiamento è da ricercare tra le pagine dei libri di storia!
La carota è uno dei primi ortaggi che un bambino impara a riconoscere grazie alla forma caratteristica e al suo arancione acceso. Eppure, per millenni, la carota, o meglio, la radice della pianta, che sono la parte che noi mangiamo e comunemente chiamiamo carota, non era affatto di colore arancio.
Le carote erano dai colori più diversi: ce n’erano di rossastre, gialle e perfino nere.
In Europa, fin dai tempi dei Romani, le carote più comuni erano quelle di colore viola, importate da quell’area che oggi corrisponde più o meno all’attuale Afghanistan. Dunque, per parecchi secoli i nostri antenati hanno mangiato carote violastre!
Il cambiamento ci fu tra il XVI e XVII secolo, nella zona dell’odierna Olanda, dopo una lunga guerra combattuta per ottenere l’indipendenza dalla Spagna.
I contadini, per omaggiare il grande principe della famiglia Oranje, “arancione” in olandese, che li aveva portati alla vittoria, trasformarono la carota, molto diffusa in quelle terre, da viola ad arancione.
Ma come fecero?
Semplicemente per anni, nei campi lavorarono all’innesto, incrociando tra di loro varie tipologie di piante di carote dai colori differenti, fino ad ottenere quella tonalità arancione che ancora oggi contraddistingue l’Olanda. Infatti, le nazionali sportive olandesi riportano tutte il simbolo delle carote, l’ortaggio preferito da Bugs Bunny.

