1- «Per un guadagno c’è da fare un lavoro»
Bisogna capire da dove vengono i soldi e che per ottenerli c’è un lavoro che viene fatto.
Si tratta di rivoluzionare il concetto di paghetta. Provate a farvi affidare dei piccoli lavori da fare in casa. Una volta effettuati scatta il pagamento.
Anche legare la paghetta ai voti scolastici potrebbe essere una buona idea.
Da grandicelli potrà essere utile organizzare vendite di torte in eventi di beneficenza.
Insomma, a un buon guadagno corrisponde un duro lavoro.
2- «Tre parole chiave: borsellino, salvadanaio e cassaforte»
Nel borsellino si metteranno i soldi da spendere per i piccoli bisogni: così da sentirsi indipendenti. Nel salvadanaio vanno i soldi destinati all’acquisto di giochi o per andare al cinema o allo zoo. In cassaforte metteremo i risparmi per le spese straordinarie: acquistare la bici, il motorino o pagarsi gli studi universitari.
3 – «Scrivi un “Pin” ed escono soldi. Ma non è magia»
Come funzionano la carta di credito e il bancomat?
Pagare con una carta significa mettere i soldi da una parte e allo stesso tempo toglierli da un’altra … affiancare i genitori durante le operazioni di prelievo magari inserendo il Pin aiuterebbe a capire il funzionamento.
4 – «Cosa sono gli interessi?»
C’è un esperimento da fare per far passare il concetto di interessi: depositare nella “Banca di Papà” piccole somme avute in regalo o “guadagnate” in cambio di lavoretti concordati.
Alle monete depositate il genitore ne aggiunge un’altra a titolo di premio ogni giorno e dopo un mese si scoprirà che i soldi sono cresciuti.
Si può iniziare a insegnare il valore del denaro a cinque anni quando si comincia a comprendere che si è diversi da tutti gli altri.
Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo e non ci sono istruzioni universali che spiegano come farlo.

